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L'ex Martoccia attacca De Luca
"Qual e' la strategia?"

Basilicata

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POTENZA - Non riscuotere un credito da 10 milioni di euro equivale a provocare un «danno erariale». Ma se il sindaco in campagna elettorale ha creato certe aspettative, e a capo dell’opposizione c’è l’avvocato del debitore, meglio un commissario per fare il lavoro sporco, con tanti saluti «all’alto valore della politica».
Parla «da cittadina» Maria Martoccia, l’ex assessore al bilancio del Comune di Potenza defenestrata dal sindaco una settimana fa, nel giorno della nomina del commissario che dovrà redigere il bilancio di previsione al suo posto. E si domanda se ci sia stata «una strategia per cui si sono perse 3 settimane mettendo in dubbio dati, che ora sono stati confermati anche dalla task force, invece di lavorare sulle soluzioni?»
Perché il lavoro dell’ufficio finanziario del Comune era già a buon punto, molto più avanti di quanto si immagina. Invece si è deciso di rimettere tutto in discussione, e sono scattati poteri sostitutivi del Prefetto. Come chiunque con un’infarinatura di leggi e regolamenti poteva prevedere.
«Io sono un tecnico, nel mio lavoro non bado ai colori». Ribadisce l’ex assessore, che è stato anche accusato di “intelligenza” con la vecchia amministrazione di centronistra. Risponde al telefono in treno di ritorno da Roma dove insegna economia industriale alla Luiss di Roma, e fa parte del Consiglio di esperti del Dipartimento del tesoro.
«Ho deciso di non seguire queste vicende dopo quello che è successo». Dice.
Ma sul suo operato non accetta equivoci, o peggio mistificazioni. Come su quello degli uffici con cui ha collaborato negli scorsi mesi, anche quando i più si godevano le vacanze.
«Ad agosto abbiamo lavorato tanto». Ma nel tono della sua voce non c’è rimpianto. E’ solo la premessa per spiegare dove erano arrivati.
Innanzitutto le cifre: 25 milioni di deficit. Come nel 2013, quando in soccorso del Comune è intervenuta la Regione con 10 milioni. Per gli altri 15: «ci siamo rivolti alla Cassa depositi e prestiti per aprire una linea di anticipazione. Ci sono fornitori e cooperative che hanno bisogno di quei soldi. Li aspettano da più di un anno. Si immagini in che condizioni si trovano».
E quest’anno? «Dato che con tutti i risparmi prevediamo un deficit di 10 milioni di euro anche nel 2014 e nel 2015 ci siamo rivolti alla Regione proponendo un piano pluriennale».
Quindi 25 più 10 più 10. Totale 45.
Invece no, perché qualcosa in meno di 15milioni si possono recuperare. «Abbiamo avuto l’ok dal Ministero dell’Interno per introitare il ricavato della vendita di un centinaio di immobili di edilizia popolare dell’Agenzia del demanio, senza doverlo riversare all’Ater». Una somma attorno ai 3 milioni di euro, che si sarebbe potuta destinare al pagamento delle rate del mutuo contratto per risolvere il «precedente dissesto» del Comune.
Poi ci sono i soldi delle cooperative di Macchia Giocoli e Murate. Una decina di milioni che dovrebbero pagare i soci, dopo che gli ex titolari dei terreni si sono fatti risarcire dall’amministrazione la differenza tra il loro valore agricolo e quello edificatorio.
Il Comune ci aveva già provato nel 2011, ma la questione è finita al Tar, dove i soci hanno ottenuto una sentenza favorevole. Grazie anche all’opera dell’avvocato Luigi Petrone: il candidato del centrosinistra alle scorse amministrative, che oggi presiede il Consiglio comunale. Solo che ad aprile il Consiglio di Stato ha rovesciato quella decisione, e a settembre è fallito anche l’ultimo tentativo di opposizione.
«Ora è definitiva». Taglia corto l’ex assessore. «Un titolo di credito a sei zeri, che una volta incassato alleggerirebbe non poco la situazione del bilancio.
«Si tratta di un’entrata straordinaria. E’ chiaro. Ma non ho detto di utilizzarla a copertura di future spese correnti. C’è un deficit da abbattere. Sa come si chiama quando uno non esige un credito? Danno erariale. Gli uffici hanno l’obbligo di iscriverla altrimenti commetterebbero un abuso».
Nelle scorse settimane sarebbe stato già predisposto «un pacchetto» per provare ad andare incontro ai soci delle cooperative.
«Abbiamo trovato dei fondi a tasso agevolato per il social housing alla Cassa depositi e prestiti e istituti di credito pronti a occuparsi di tutto senza commissioni né costi aggiuntivi». Spiega.
«Questo è quello che dovrebbe fare chi ha responsabilità di gestire la cosa pubblica: trovare soluzioni».
La stoccata è per il sindaco, anche se non lo nomina mai.
«Non volere queste responsabilità significa rinunciare all’alto valore della politica che significa proprio contemperare l’interesse privato con quello dei cittadini».

l.amato@luedi.it

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