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Potenza, si acuisce lo scontro sul bilancio
Domani arriva il commissario in Municipio

Basilicata

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POTENZA - Quello che l’ex assessore al Bilancio del Comune di Potenza vuole sottolineare è che non è vero ci sia un discrimine così netto. Non c’è, dice tra le righe, un prima e un dopo nella correttezza del lavoro sui conti dell’ente. Perché anche durante gli anni dell’amministrazione Santrasiero, in cui Federico Pace aveva la delega finanziaria, Antonio Infantino, capo della task force economica nominata dall’attuale sindaco De Luca, si occupava di delicate vicende finanziarie della città.
È con una lettera scritta dopo un lungo silenzio che Pace prova a dire la sua su un «racconto strumentale» del come stanno le cose. Nello spiegare di aver condiviso con Infantino anche percorsi in cui l’amministrazione Santarsiero aveva investito molto - a partire dal tentativo di vendita del tribunale - interviene «sulla fantomatica operazione verità» legata al rischio default di Potenza.
Lo scontro politico tra l’attuale governo comunale e l’ex aministrazione targata area democratica è tutto poggiato sulla «responsabilità» tra passato e presente della città. Le sigle vicine a De Luca - sindaco eletto anche con sostegno del centrodestra - continuano a recriminare «il fallimento» della passata amministrazione, imputando al centrosinistra l’eredità del debito storico dell’ente e dei segni negativi nelle casse comunali. Il centrosinistra, seppur non con voce unitaria, difende l’opera di risanamento portato avanti rispetto a un vecchio dissesto e in un contesto di gravi tagli centrali. Al centro della contesa c’è una città in difficoltà, i cui conti, da domani, saranno esaminati da Vincenzo Greco, commissario ad acta nominato dal prefetto per redigere il bilancio di previsione.
Più di 25 milioni di euro il disavanzo, secondo la task force messa in piedi da De Luca per fare «chiarezza» sui conti di Potenza. Solo 10 milioni, invece, il vuoto da colmare secondo Pace.
La differenza è racchiusa anche nel valore di alcune sentenze favorevoli all’ente relative a una vecchia vicenda di espropri tra i rioni di Murate e Macchia Giocoli. De Luca ha spiegato di non poter considerare quel valore certo: il giudizio è ancora appellabile e quel credito non realmente esigibile. Pace, però, replica: perché quando le sentenze erano sfavorevoli al Comune bisognava risarcire (giustamente) i cittadini, ma non funziona il contrario?
Sarà il commissario a chiudere la partita preparando il documento di programmazione economica della città di Potenza e sottoponendolo, in una ventina di giorni, al giudizio del consiglio comunale. Dove il dibattito si costruirà con nuove cifre alla mano.

sa.lo.

 

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