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Sblocca Italia: lavori fermi in commissione
Il governatore a Roma per l’ultimo pressing

Basilicata

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CONTINUANO i lavori della Commissione Ambiente sul decreto Sblocca Italia, ma neanche ieri è stata la giornata decisiva per la discussione di quegli articoli del decreto che riguardano la Basilicata.
Cioè il 36 e il 38, e in particolare la parte relativa allo spostamento delle competenze in fatto di autorizzazioni ambientali dalle Regioni ai ministeri, che dovrebbero arrivare in Commissione nelle prossime ore, con l’esame degli emendamenti ad essi collegati.
La battaglia che si cerca di portare avanti riguarda diversi aspetti del cosiddetto Sblocca Italia: dall’aumento della quantità di royalty da portare fuori dal Patto della Stabilità interno (oltre alle somme già riconosciute nel decreto) alla parte che riguarda le competenze ambientali, con le novità introdotte che in qualche modo sono suonate come un’anticipazione della riforma del Titolo V della Costituzione. Anche se per via che riserva molti dubbi sulla sua costituzionalità.
La Regione non ha escluso la possibilità del ricorso alla Corte Costituzionale, ma nel frattempo si percorre la via più immediata: quella delle opportune modifiche in Commissione e in aula.
C’è poi il tentativo di spostare le risorse che attualmente finanziano il fondo della card idrocarburi, su un fondo di coesione sociale che servirebbe a finanziare il reddito minimo di inserimento o altre misure di welfare di questa portata. Una battaglia che sta a cuore soprattutto ai sindacati.
Ed è stata un’altra giornata romana anche per il presidente Pittella che da ieri mattina, insieme al direttore generale della Regione, ha incontrato i dirigenti del ministero delle Attività produttive.
L’ultimo tentativo di pressing istituzionale per verificare insieme i possibili correttivi al decreto che su molti punti resta lontano da quelle che erano state le iniziali richieste lucane.
Non hanno fatto mancare il proprio contributo neanche le associazioni ambientaliste che hanno tenuto un sit in, in piazza Montocitorio.
Chiedono la cancellazione, o almeno una profonda modifica, all’articolo 38 del decreto. E hanno annunciato una serie di iniziativa su tutto il territorio nazionale.
Faranno tappa anche in Basilicata, il prossimo 27 ottobre.
Ma adesso l’attenzione è rivolto soprattutto a quello che accade in Parlamento, dove i deputati lucani sono impegnati in un’azione comune, ognuno per la propria parte, per cercare di portare a casa il miglior risultato possibile per la Basilicata.

marlab

m.labanca@luedi.it

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