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Potenza ancora in corsa contro il dissesto
Il commissario al lavoro sul bilancio

Basilicata

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POTENZA - «Se qualcuno si stupisce della possibilità di dare contributo ai potentini, riteniamo che sia giunto il momento di ripensare la redistribuzione delle risorse regionali, comprese le royalties petrolifere». A beneficiarne, dice Alessandro Galella, deve esserne tutto il territorio «inclusi i due capoluoghi, in modo che le più grandi comunità della regione possano fornire servizi di qualità». Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia spiega, così, che Potenza, un po’ come altri centri della Basilicata, paga spese tarate su numeri maggiori della popolazione residente. Serve, dice, una nuova compensazione.
Dalla parte del governo senza maggioranza del sindaco di Potenza Dario De Luca, Galella risponde alle polemiche sollevate da altri amministratori locali, indignati del soccorso economico che il capoluogo ha chiesto e in parte probabilmente otterrà alla Regione Basilicata. Troppo alto il disavanzo del Comune (circa 25 milioni di euro) per andare avanti. La sopravvivenza dell’amministrazione è nelle mani di un commissario nominato dal prefetto Rosario Cicala. Vincenzo Greco, funzionario esperto inviato dal Viminale, ha venti giorni di tempo per stilare il bilancio di previsione da presentare al consiglio comunale. Se ce ne saranno le condizioni.
«Non vogliamo sottrarci alle nostre responsabilità - aggiunge Galella - . Al di là del contributo esterno è necessario ed è giusto che la Città cambi rotta, facendo pagare i servizi a chi li utilizza, monitorando che tutti paghino, ottimizzando le spese e annullando gli sprechi, cosa che negli ultimi 10 anni, evidentemente, non è stata fatta».
Nella prospettiva mette la “garanzia” di una nuova amministrazione «che vuole prendere anche decisioni difficili pur di ridare ai potentini pilastri solidi su cui costruire un futuro fatto di stabilità e non di continua emergenza».
Il dato economico è, naturalmente, tema politico. «I bilanci costantemente in pareggio dell’amministrazione Santarsiero, poi, non hanno offerto nessun supporto per poter svelare l’enigma». Solo due mesi dopo l’elezione i consiglieri comunali, racconta «è venuto fuori che sono già stati spesi 25 milioni di euro in più di quanti se ne sarebbero incassati in tutto l’anno».
«Il Comune di Potenza è paragonabile ad una famiglia che ha finito a settembre i soldi che avrebbe incassato in tutto l’anno e che, quindi, per i restanti tre mesi non ha denaro per mangiare e deve trovare anche quello per pagare i suoi debiti».
È qui che deve inserirsi al regione. «Ha la possibilità concreta di dare un segnale importante alla più grande comunità della Basilicata. Potenza è il Capoluogo di Regione, i suoi abitanti pagano tasse salatissime, sono anche degli ottimi contribuenti secondo le statistiche nazionali ma non hanno mai avuto in cambio servizi adeguati. Non si comprende perché la Città Capoluogo, con i suoi quasi 70 mila abitanti, non dovrebbe ricevere un aiuto economico dalla Regione, proporzionato alla sua popolazione residente e non, che ogni giorno vive la Città».

s.lorusso@luedi.it

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