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«Ora si può dire che abbiamo vinto»
Latronico racconta le modifiche approvate

Basilicata

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POTENZA - Il deputato lucano di Forza Italia, Cosimo Latronico è stato uno dei parlamentari più attivi negli scorsi giorni sulle modifche da apportare al decreto Sblocca Italia per la difesa della Basilicata. Ha spiegato punto per punto in una conferenza stampa a Potenza quali erano gli obiettivi dei propri emendamenti. E ieri a emendamenti approvati schiva i complimenti e rimane sul merito di una partita ancora da giocare fino al novantesimo.

Deputato ma si può dire che ha vinto la Basilicata?

«Voglio essere cauto: la partita è ancora in corso. Sicuramente c’è un primo buon risultato sulle questioni che abbiamo trattato ieri sera in Commissione Ambiente. In particolare sull’attuazione più chiara dell’articolo 16 famoso sulle liberalizzazioni che stabilisce che una quota delle risorse fiscale da noi prevista nel 30 per cento per l’incremento delle produzioni - incluse sia Tempa Rossa che il raggiungimento della quota a regime di Viggiano - vanno nel Fondo per lo sviluppo. E’ una cifra importante che non siamo ancora in grado di quantificare ma supera di certo il decreto attuativo ultimo sul tema».

Ma di quanti soldi si parla?

«Al momento non azzarderei previsioni precise. Servono calcoli precisi. E’ evidente che se le estrazioni giornaliere passeranno dalle attuali 80 mila a 150 mila si parla di una cifra consistente. Ad ogni modo c’è ancora da aspettare».

In che senso?

«Abbiamo ottenuto il sì della Commissione all’Ambiente. Ora ci sono altri passaggi fondamentali nella Commissione Bilancio e poi il passaggio al ministero dell’Economia. Tuttavia le notizia che arrivano sono confortanti».

In ogni caso questo emendamento recupera parti dell’ex Memorandum?

«Sostanzialmente sì. Si tratta delle attuazioni delle previsioni che avevamo già fatto nell’articolo 16. Il Memorandum è uno strumento. Il punto vero è che venga attuato il decreto».

Insomma, al netto della cautela, si può dire che alla basilicata è andata bene?

«Io credo di sì. Se si dovesse realizzare l’obiettivo fissato ieri è sicuramente un punto decisivo e dirimente per il futuro della Basilicata. Ci sono ovviamente altri aspetti da portare a casa. Tra questo l’allentamento del Patto di stabilità. Nel senso che queste risorse previste nell’emendamento approvato stanotte (ieri ndr) poi devono poter essere spese. Noi chiederemo che anche dal versante ci siano le dotazioni finanziare in modo che un piano di investimenti possa essere realizzato. Stiamo parlando di risorse in conto capitale quindi credo che troveremo comprensione da parte del governo. Ovviamente non dimentichiamo quanto è accaduto negli anni».

Cioè?

«Diciamo che questo punto strategico che ci ha visti battagliare come Forza Italia da anni partecipando alla scrittura dell’articolo 16 oggi vede l’attuazione. Da questo punto di vista non si può nascondere una punta di orgoglio aggiuntiva».

Insomma i giudizi critici che aveva espresso nelle ultime settimane sullo Sblocca Italia vanno cancellati?

«Queste nuove norme cambiano la sostanza. Quando abbiamo letto il decreto originale temevamo in una clamorosa sconfitta. Altro che vittoria. Non c’erano provvedimenti sull’articolo 16. C’era solo un piccolo allentamento del Patto di stabilità per pagare i debiti del passato. Non c’era altro. Non poteva bastare. Se invece otterremmo quanto emerso in Commissiona allora pa partita diventa importante e decisiva per il futuro della Basilicata. Ovviamente non abbiamo difficoltà a registrare il concorso di tutti in questa svolta. Del presidente della Regione Pittella, del capogruppo Pd, Speranza che è stato in Commissione fino alla fine».

Lei ha portato a casa anche un altro risultato in termini di emendamenti...

«Diciamo che ho colmato anche un’altra assenza. Spero sia sufficiente».

Ma cosa proprio?

«E’ passato in Commissione con il parere positivo della relatrice del governo un mio emendamento che inserisce l’ammodernamento della tratta ferroviaria Salerno - Potenza - Metaponto - Tarantonelle opere strutturali strategiche per il Paese. Hanno sostenuto la proposta tanti colleghi di altri partiti. Dal presidente Iannuzzi del Pd, alla Bianchi dell’Ncd a Matarrese di Scelta civica oltre che del sottosegretario Basso».

Ma ora non c’è il rischio che tutti vogliano salire sul carro del vincitore?

«Non mi sono mai posto questo tipo di problema. I problemi che abbiamo sono quelli dei lucani che vivono la sofferenza di una crisi terribile e che si trovano a vivere in un’area isolata. Ho sempre lavorato negli scorsi anni con i miei colleghi del centrodestra per rafforzare il sistema lucano. Oggi cogliamo un punto che porta avanti il quadro legislativo che avevamo già fissato. Perchè se non ci fosse stato la piattaforma legislativa dell’articolo 16 ora non potevamo fare questa accelerazione. Io spero che si continui a lavorare per eliminare i problemi. Per il resto non mi interessano primogeniture o fare la corsa a chi è stato più determinante».

Rimane in campo però tutta la partita relativa all’articolo 38 dello Sblocca Italia. E’ ottimista?

«Vedremo se anche in materia di competenze concorrenti sulle concessioni potranno essere trovati un virtuoso compromesso. La questione comunque è complessa e non riguarda solo la Basilicata ma anche altre regioni italiane. Ovviamente è un tema di ordinamento si tratta di vedere se c’è una linea intermedia tra la volontà nazionale e quelle regionali».

Per chiudere. In commissione è passato un emendamento anche sulla card carburanti. Cosa accade e che ne pensa?

«In commissione mi sono battuto contra la trasformazione dell’articolo 45 della legge del 2009 che abbiamo scritto noi del centrodestra che istituiva il fondo per la riduzione del costo del carburante per i lucani non si trasformasse esclusivamente in una card sociale. Perchè le prima politiche di sostegno e sociali sono quelle dello sviluppo. L’assistenzialismo non crea sviluppo. Alla fine c’è stato un compromesso: il fondo si chiamerà per la promozione dello sviluppo e per la social card. Annualmente si farà il punto al Ministero dello Sviluppo economico su come utilizzare queste risorse. Io continuo a insistere sulla necessità di finanziare opere di sviluppo reale».

s.santoro@luedi.it

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