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Evitato lo scontro epocale nel Pd
ora che fine fa l’impugnativa?

Basilicata

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POTENZA - Ma si può ancora parlare di governo nazionale “nemico” della Basilicata? Forse no. O almeno è complicato che possa farlo oggi qualcuno del Pd. Almeno per quello che è accaduto. Poi la politica è in continuo divenire quindi non è escluso che quello che vale oggi possa valere anche domani.
Ma intanto la Basilicata dallo Sblocca Italia incassa l’esclusione modulare nei vari anni delle royalties dal Patto di stabilità. Poi è arrivato anche il finanziamento del famoso articolo 16 (ex Memorandum) che dovrebbe portare nelle casse regionale qualcosa come 200 milioni (forse di più) di euro l’anno per 10 anni per finanziare opere infrastrutturali. E infine ottiene anche la rimodulazione della card carburanti che oggi diventa “social card” da poter spendere per interventi di coesione sociale. Un pò quello che era stato anticipato nella conferenza alla regione tra Pittella e il ministro Guidi il 4 giugno scorso. Ma è anche vero che alla fine di agosto il quadro era molto negativo. Rimane aperta tutta la questione legate alla concessioni petrolifere e al potere decisionale. L’articolo 38 del decreto Sblocca Italia con tutti i vari emendamenti presentati verrà esaminato solo oggi in Commisione Ambiente alla Camera dei deputati. Non è punto semplice: al momento il governo anticipa parti della riforma costituzionale del Titolo V e guadagna potere decisionale sui permessi da concedere alle compagnie petrolifere. La legge attuale invece attribuisce molti poteri alle Regioni. Su questo si gioca un’altra partita delicata. Ma forse non più decisiva. Perchè dopo aver ottenuto in una complicata partita di mediazione ci sta a perdere qualcosa. Tanto più che la Regione in chiave futura potrebbe giocarsi la partita dei vincoli paesaggistici che permetterebbero di imporre paletti alle compagnie petrolifere e al decisionismo spinto dello Stato.
Ovviamente è in divenire. Ma il primo punto di domanda è: l’ordine del giorno del Consiglio regionale che impegna la Regione a impugnare il decreto Sblocca Italia è ancora attuale? Forse no. Perchè quell’atto era oltre che istituzionale anche politico. Un segnale lanciato a Roma al netto della riforma del Titolo V. Oggi la posizione, almeno del Pd, è diversa. Difficile immaginare un inasprimento del conflitto. Tanto più che anche il più critico tra i democratici lucani contro la linea Renzi e cioè il deputato Vincenzo Folino sembra aver imboccato una strada molto diversa dal braccio di ferro. Folino (non si sa se è ancora autosospeso o meno) ieri ha firmato una nota insieme a Speranza e Antezza come deputati lucani del Pd in cui si parla di primo buon risultato per la Basilicata puntando molto sul gioco di squadra. Insomma un cambio di rotta rispetto ai contenuti dell’intervista che lo stesso Folino aveva concesso a “Il fatto Quotidiano”.
Cambio di rotta guidato sicuramente dal capogruppo Speranza e intercettato anche dal governatore lucano Pittella che questa volta non si è dimenticato di citarlo nei “ringraziamenti”. Un cambio che poi conviene un pò a tutti. Innanzitutto allo stesso Folino che si era andato a chiudere in un angolo. Non fosse rientrato in squadra, coerentemente avrebbe dovuto votare contro il decreto anche nel caso in cui il governo avesse chiesto la fiducia. Questo si sarebbe tradotto in divorzio. Oggi non più e il Pd lucano può fare un sospiro di sollievo e riabbracciare il politico dal brutto carattere. Certo c’è chi dirà che senza lo scatto in avanti di Folino la Basilicata non avrebbe ottenuto nulla. Può essere. Ma intanto all’inizio l’ex segretario dei Ds era andato ben oltre la richiesta di modifica degli articoli. Ne aveva chiesto la soppressione. Un’altra cosa. Ma forse è meglio così. Rimarranno le critiche ma nel solco di una dialettica interna meno spigolosa. Sempre che non prevalga il brutto carattere.

s.santoro@luedi.it

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