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Ore di attesa per l’articolo 38
mentre Pittella ribadisce il sì a Renzi sulla Legge di stabilità

Basilicata

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POTENZA - Marcello Pittella nonostante le critiche va avanti nelle linea renziana anche sui tagli alle Regione proposti da Renzi. Mentre c’è ancora attesa per i lavori della Commissione parlamentare sugli emedamenti lucani allo Sblocca Italia.
In pratica dopo la “sbornia” di notizie di giovedì con l’approvazione nella notte degli emendamenti all’articolo 36 del decreto governativo “Sblocca Italia” che hanno visto la partecipazione dei parlamentari del Pd (guidati dal capogruppo alla Camera Roberto Speranza), più il presidente della Regione, Marcello Pittella in sintonia con il deputato forzista Cosimo Latronico con le forze politiche dell’Ncd del senatore Viceconte ieri è stata la giornata dell’attesa.
Perchè in Commissione Ambiente della Camera dei deputati sono stati depositati altri emendamenti importanti per la Basilicata sulla materia delle risorse energetiche. C’è il capitolo di tutte le modifiche chieste all’articolo 38. Che nei dettagli è quello che si occupa delle competenze sulle concessioni petrolifere. Il tema è complesso. E’ su questo articolo che il Consiglio regionale di Basilicata minaccia di impugnare lo Sblocca Italia. In pratica in quell’articolo il governo anticipa parti della riforma costituzionale del Titolo V prendendo pieno potere (o quasi) sulla concessione alle compagnie petrolifere delle attività di ricerca e di estrazione anche in materia ambientale. E su questo il deputato del Pd, Folino ha chiesto la rimozione dell’intero articolo, mentre i grillini hanno minacciato proteste presentando una miriade di emendamenti.
Ma a ieri sera la questione ancora non era stata affrontata. Possibile che si prosega a oltranza nella notte o che se ne parli addirittura oggi o lunedì. Ieri per restare alle dinamiche lucane sullo Sblocca Italia è stato approvato solo un emendamento che anticipa a luglio scorso le royalties da poter escludere dal Patto di Stabilità. Insomma è stata allargata la finestra temporale per quanto riguarda i debiti che la regione può pagare con i soldi del petrolio.
Detto questo c’è il capitolo delle dichiarazioni del governatore Marcello Pittella sulla Legge di Stabilità anticipata da Renzi. Il presidente della Regione basilicata è stato l’unico tra i governatori italiani a non dare addosso al premier. La nota di Pittella è stato pubblicata integrale anche dall’ Huffington post provocando critiche e comenti al vetrolio su Twitter.
Ma il presidente della giunta evidentemente non si è scomposto e ieri ha ribadito le proprie convinzioni intervenendo al Giornale radio della rai. E il governatore lucano ha detto: «Se come io penso condividiamo la scelta di dare priorità al lavoro e quindi all’abbassamento, alla riduzione della pressione fiscale, dobbiamo farci carico di questi tagli».
La posizione di condivisione al governo da parte di Pittella e la non adesione al fronte delle Regioni contro Renzu è stata spiegata in questi termini: «Trovando risparmi, risorse, non solo dalle spese che oggi non sono prioritarie, ma anche da una rimodulazione dello stesso sistema di finanza regionale e recuperare anche noi le priorità, quelle realmente necessarie, non possiamo fare tutto, alcune cose dobbiamo tenerle da conto». «Recuperare risorse - ha aggiunto Marcello Pittella - significa provare a metterle a copertura di quei servizi essenziali come possono essere quelli sul sociale, sul welfare, sulla sanità e sui trasporti che sono i luoghi dove maggiormente va a incidere il taglio nazionale. Qual è il nostro approccio al tema della disoccupazione dilagante e alla disperazione italiana? L’approccio è riduciamo, facciamo lavoro, per fare lavoro dobbiamo mettere le imprese nella condizione di farlo, altrimenti non ce la si fa. Il pubblico deve diventare meno pervasivo e dobbiamo creare le condizioni di economia per far quadrare i conti della finanza nazionale. Noi dobbiamo concorrere e se questa è la premessa e la condividiamo, dobbiamo concorrere, per concorrere alcune spese che oggi non sono di emergenza e non sono urgenti come nel passato, dobbiamo metterlo da conto e puntare sulla cose veramente più importanti. Così noi aiutiamo il paese, così aiutiamo un governo che vuole scommettere sul futuro».

s.santoro@luedi.it

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