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Sblocca Italia alla prova dell'Aula
Inizia l'analisi alla Camera dei deputati

Basilicata

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IL GROSSO è fatto, ma sullo Sblocca Italia potrebbero esserci ancora ulteriori novità. Arriva oggi in Aula il testo del decreto così come licenziato dalla commissione Ambiente della Camera. Con significativi miglioramenti, grazie agli emendamenti approvati nell’ultima settimana. Un passo in avanti per la Basilicata rispetto alla volontà del Governo sancita per decreto: le estrazioni sono una risorsa strategica del Paese e la produzione di petrolio sarà soggetta a un inevitabile incremento. Più trivelle, ma con quali vantaggi per li lucani? Il lavoro in Commissione ha consentito di portare a casa qualche risultato in più: la conversione del fondo destinato alla card idrocarburi, in un nuovo fondo per misure di coesione sociale e sviluppo economico; un tesoretto, alimentato da una quota dell’Ires pagata dalle compagnie petrolifere, sulle produzioni aggiuntive da destinare a interventi di sviluppo; esclusione dal patto si stabilità di parte delle royalties per sostenere programmi di sviluppo e di tutela ambientale derivati da quote incrementali di produzioni, non solo per il periodo 2015-2018, come era previsto originariamente dal decreto, ma per sempre. Sarà la legge di Stabilità, a prevedere, anno per anno, una quota precisa di royalties da destinare ad investimenti in conto capitale già dal 2015. Rimangono, invece, in piedi le previsioni degli articoli 37 e 38, cioè la parte più preoccupante rispetto alla questione ambientale. Qualche miglioramento tecnico c’è stato, ma resta in piedi il principio di fondo: è lo Stato a decidere sulle procedure di Valutazione di impatto ambientale. E rispetto alle autorizzazioni, in caso di conflitto tra Stato e Regione, è il parere di Roma a prevalere.
Ma l’iter del decreto è tutt’altro che concluso. E ora tutto è legato soprattutto alla valutazione che dovrà fare la Commissione Bilancio: dovrà verificare se ci sono le coperture di bilancio per confermare le previsioni del nuovo testo.
Su cui, già questa mattina, inizierà l’analisi alla Camera dei deputati. Il lavoro dei parlamentari lucani non è ancora concluso. Nuovi emendamenti potranno essere apportati al testo del decreto. Sempre che il Governo non decida di apporre la questione di fiducia. In questo caso il voto chiesto sul testo unico (così come lincenziato dalle Camere) a cui è collegato il voto di fiducia farebbe cadere tutti gli emendamenti.
Ma senza questione di fiducia il testo potrebbe essere ancora emendato. Fermo restando che per la parte relativa all’articolo 38, anche dopo la conversione in legge, rimane in piedi la possibilità di impugnare la norma davanti alla Corte Costituzionale, così come annunciato nelle settimane passate. La priorità ora rimane tentare di difendere e confermare le migliorie apportate al testo in Commissione Ambiente.

m.labanca@luedi.it

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