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Potenza, corsa contro il tempo
per evitare il default

Basilicata

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POTENZA - Ci sono due strade parallele e indipendenti su cui la città di Potenza si sta muovendo. La prima è quella aperta dall’arrivo del commissario ad acta, nominato dal prefetto Cicala. Vincenzo Greco, funzionario del Viminale, ha avuto il compito di analizzare i conti comunali e provare a stilare il bilancio di previsione, che la giunta non era riuscita a presentare. Con un disavanzo di circa 25 milioni di euro, il sindaco De Luca aveva spiegato come fosse impossibile depositare un documento di programmazione finanziaria in pareggio. I bilanci di previsione non possono che chiudere in pari. Greco ha tempo fino al prossimo 2 novembre per relazione proporre un approdo al prefetto: bilancio di previsione o, se le risultanze dell’analisi dovessero aderire ai dati in possesso dell’amministrazione, un default senza soluzione. In questo caso non ci sarebbe alternativa allo sciogliemnto del consiglio comunale.
La seconda strada, quella su cui in particolare la politica cittadina si sta interrogando, è quella di un dissesto controllato. L’iter prevede che sia il consiglio comunale a prendere atto del dissesto, votando il provvedimento in aula: la massa debitoria sarebbe in questo caso gestita da tre commissari del Viminale e il consiglio e la giunta gestirebbero l’ordinario.
Questa seconda ipotesi, naturalmente, resta in piedi solo se la procedura si completa prima del termine del lavoro del commissario ad acta. E non è una cosa semplice.
La proposta di dissesto spetta ai revisori dei conti che sottopongono al consiglio l’esito della valutazione dei conti municipali. I revisori, però, al momento, non hanno ancora preso visione della documentazione: difficile immaginare che siano in grado di esprimere un parere prima di qualche giorno. Se il collegio dei revisori dei conti deciderà che il dissesto è l’unica via possibile, sarà costruita una delibera da portare in consiglio.
Il tempo a disposizione a disposizione per completare tutti i passaggi burocratici è poco. Oggi pomeriggio i consiglieri incontreranno il presidente del consiglio e proveranno a capire il da farsi, almeno dal punto di vista formale.
Nel frattempo, ieri, è stata ufficializzata la lettera con cui il presidente della Regione Pittella spiega di non poter garantire un contributo regionale sull’intero disavanzo (25 milioni), ma si fa carico dei dieci milioni di euro promessi come sostegno ai servizi del capoluogo: 5 immediatamente, 5 sull’anticipazione del contributo 2016.
«Adesso è chiaro che l’interesse di Pittella è tutto spostato su Matera - ha scritto il consigliere Galella - La cosa non ci meraviglia: nei prossimi anni, pioveranno molti fondi e ci sarà più spazio per dispensare incarichi». L’approdo del dissesto controllato è quello più delicato dal punto di vista politico. All’interno del Pd non c’è voce unanime e gli alleati attendono la scelta di casa democratica. Ne approfitta il centrodestra per tuonare contro «il goffo tentativo - faceva notare Gianni Rosa (FdI) - di addossare responsabilità al nuovo sindaco».

s.lorusso@luedi.it

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