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Potenza nella polvere, Consiglio in bilico
C'è poco tempo per evitare la chiusura

Basilicata

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POTENZA - La riunione di ieri a Palazzo di Città non ha consegnato nuovi scenari, se non una consapevolezza maggiore sul tempo - poco, pochissimo - a disposizione per evitare lo scioglimento del consiglio comunale e fare il modo che il dissesto del Comune di Potenza sia “controllato”, secondo un preciso iter politico e amministrativo.
Lo scarto tra le due opzioni è nelle ore a disposizione del collegio dei revisori dei conti per valutare i conti e suggerire al consiglio comunale l’ipotesi di default. In caso di voto positivo al dissesto, arriverebbero in città tre commissari del Viminale, pronti a gestire il deficit economico, mentre giunta e consiglio resterebbero in carica per gestire l’ordinario.
La procedura è delicata e già in ritardo. Il punto di partenza dovrebbero essere due documenti contabili: il bilancio depositato del dirigente del settore Bilancio Pompeo Laguardia e non ritenuto adeguato dal sindaco, e le risultanze della task force voluta da De Luca per analizzare i conti del Comune. Entrambi i documenti, ormai depositati da giorni, non hanno ancora ricevuto il parere del collegio dei revisori dei conti. Se questo parere dovesse essere critico, il consiglio comunale potrebbe prenderne atto e votare così il dissesto.
Perché l’amministrazione possa restare in carica, questa votazione deve arrivare prima del 2 novembre, data di scadenza del mandato del commissario ad acta Vincenzo Greco.
Greco è stato nominato dal prefetto per sopperire alla mancata presentazione del bilancio di previsione da parte dell’esecutivo. Con un disavanzo da 25 milioni di euro De Luca ha dichiarato l’impossibilità di stilare un documento di programmazione contabile in pareggio, così come norma vuole. Greco ha nei giorni scorsi controllato i conti del Comune e analizzato le risultanze della task force. In alcuni colloqui informali con la dirigenza del Viminale pare abbia già espresso dubbi molto forti sulla possibilità di redigere un bilancio di previsione. Per questo le alte sfere del Ministero degli Interni sembra abbiano avuto modo di anticipare al sindaco De Luca che l’esito dell’attività del commissario ad acta sarà inequivocabile: i conti di Potenza sono in rosso.
Se questa relazione dovesse essere depositata prima di un pronunciamento del consiglio comunale sul parere dei revisori dei conti, non ci sarebbe alternativa: la legislatura sarà sciolta.
Fretta, caos e parecchi dubbi stanno governando il processo. La politica cittadina è divisa, con posizioni diverse e trasversali: ci sono ancora margini per un pareggio? il dissesto è una responsabilità collettiva? meglio tornare alle urne?
Il prossimo passo è in mano ai revisori, organismo che risponde al consiglio comunale. Stamattina saranno in Comune, dove saranno diffidati ad attivarsi. Il consiglio vuole un parere, solo così può provare ad andare avanti.

s.lorusso@luedi.it

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