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Ires e royalty, le risorse ci sono
La Commissione Bilancio conferma gli emendamenti per la Basilicata

Basilicata

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I rilievi della Commissione Bilancio sulla copertura economica del decreto Sblocca Italia son tanti, ma per fortuna non toccano gli emendamenti che riguardano la Basilicata.
La relazione inviata ieri al Parlamento ha confermato tutte le modifiche al testo apportate in Commissione Ambiente, sui maggiori benefici economici per la regione, a fronte delle nuove estrazioni sulle quali è deciso a puntare il Governo Renzi.
Il Governo, non ha inviato alla Bilancio alcuna osservazione in merito alle novità introdotte la scorsa settimana, grazie al lavoro dei parlamentari lucani.
Anche perché, mentre i deputati lavoravano in Commissione, i dirigenti della Regione consumavano i passaggi istituzionali al Ministero dell’Economia per verificare la sussistenza dei presupposti economici.
Rimane confermata, quindi, la conversione del fondo che fino ora ha alimentato la cosiddetta card idrocarburi, in un fondo che finanzierà misure di coesione sociale.
Così come non ha trovato ostacoli il tesoretto derivante dal 30 per cento dell’aliquota Ires pagata dalle società estrattive sulle produzioni aggiuntive. Risorse che andranno a finanziare interventi di sviluppo per le regioni interessate dalle estrazioni (Basilicata in testa), secondo gli assi, nel caso lucano, già individuati dal Memorandum sottoscritto nel 2011.
Confermata anche l’esclusione dal Patto di Stabilità interno delle royalty derivanti dalle estrazioni: si tratta di 50 milioni di euro per gli ultimi mesi del 2014; e, per gli anni a venire, una quantità che verrà stabilita di anno in anno dalle leggi di Stabilità del Governo sulle compensazioni economiche derivanti dalle estrazioni aggiuntive.
Soldi che potranno essere utilizzati esclusivamente per investimenti in sviluppo e tutela ambientale.
Superato l’ostacolo della Commissione bilancio, ora l’iter della conversione in legge del decreto dovrebbe scorrere senza difficoltà aggiuntive.
Almeno, non per la parte che interessa la Basilicata.
Il testo, infatti, è ritornato, già ieri sera, alla Commissione Ambiente, ma per la revisione delle parti bocciata dalla Bilancio, dopo le nuove osservazioni del Governo.
Dopo le correzioni, il decreto dovrebbe tornare già oggi in Aula per l’approvazione definitiva.
Il Governo pare intenzionato a ricorrere alla questione di fiducia. Il che significa che non potranno esserci nuovi emendamenti.
Solo ordini del giorno. Con i quali si spera di poter “raddrizzare il tiro” rispetto alle previsioni dell’articolo 38, in materia di competenze ambientali. Fino a ora, l’unico risultato ottenuto sul punto specifico, è stato uno spostamento di data: il termine per trasferire le procedure di Valutazione d’impatto ambientale non è più fissato al 31 dicembre, ma a fine marzo. Qualche mese in più che potrebbe permettere alla Regione di chiudere almeno le pratiche “più spinose”. Rimane, invece, l’assunto principale: in fatto di nuove concessioni, è lo Stato a decidere. Ai territori è riconosciuta solo una generica intesa che non basterà però a difendere la regione un eventuale assalto delle trivelle.

m.labanca@luedi.it

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