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Asi, «Se questa è una riforma»
L’opposizione va all’attacco

Basilicata

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ALL’indomani dell’approvazione in Consiglio regionale della legge di riordino dei Consorzi industriali di Potenza e Matera, i pareri sulla bontà del provvedimento rimangono più discordanti che mai.
Non tutti sono convinti che le nuove previsioni normative siano sufficienti a risolvere gli innumerevoli guai due Asi, ormai commissariati da ben sette anni. A partire dal fatto che il nuovo disegno di legge segna un passo indietro rispetto alla linea prevalente emersa già da qualche anno: non un unico consorzio regionale, rimangono in piedi le strutture provinciali. Va all’attacco il consigliere di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa.
«Si tratta di una mera rivoluzione di facciata - tuona l’esponente d’opposizione».
E spiega: «Qualificare ‘riforma’ il passaggio dal Consiglio di amministrazione all’amministratore unico ci pare eufemistico. Nei fatti nulla è cambiato in quanto entrambi i Consorzi sono governati da commissari e l’idea di un nuovo assetto gestionale è stata depotenziata ulteriormente con l’istituzione anche di due nuovi direttori generali. Segno evidente che il Pd, spaccato in fazioni, rivendica più poltrone».
Per Rosa «una legge ad hoc per finanziare nuovamente il carrozzone Asi di Potenza, che oramai è privo di qualsiasi vera funzione a parte l’erogazione dell’acqua e della luce».
Il Consorzio di Potenza è costato, numeri alla mano, 20 milioni di euro già erogati in operazioni immobiliari, tra il 2010 e il 2011, 3 milioni di contributo, tra il 2012 e il 2013 quando Pittella era assessore alle Attività produttive, ai quali si aggiungono altri 20 milioni per i prossimi 10 anni, elargiti con la legge approvata ieri. Si fa sentire anche il capogruppo di Forza Italia, Michele Napoli.
«O i Consorzi entrano nell’ottica di erogare all’imprese servizi ad alto valore aggiunto, oppure se ne può fare anche a meno».
Critico anche il consigliere Sel, Giannino Romaniello: «Di tutto si tratta tranne che di una riforma organica.
«Purtroppo, ancora una volta – aggiunge il consigliere - ci siamo trovati di fronte ad un testo che prevede aggiustamenti rispetto alla vecchia legge regionale con l’aggravante che si è normato la possibilità di licenziare i lavoratori attraverso smembramento dei servizi.
E’ previsto, infatti, la cessione a terzi di attività fondamentali, quali le reti e i rifiuti.
Un altro elemento negativo è la possibilità per l’amministratore unico di nominare un direttore fra dipendenti, sia del consorzio che di altri enti, con un aggravio di costi. Una ipotesi che aggraverebbe ulteriormente il bilancio del Consorzio di Potenza».
Di tutt’altro avviso il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli. «Abbiamo operato nel miglior modo per proseguire il processo riformatore avviato alla fine degli anni ».
«Dopo anni di commissariamento - continua il capogruppo del Pd - si potrà finalmente dare stabilità ai consorzi attraverso una nuova governance costituita da un amministratore unico, in sostituzione dei vecchi consigli di amministrazione, eventualmente coadiuvato da un direttore già in carico alla pubblica amministrazione, nell'ottica della spending review e della velocizzazione delle decisioni».
Positivo anche il commento del consigliere regionale del Pd, Mario Polese. «Ho lavorato per eliminare gli oneri di urbanizzazione a carico delle imprese per ampliare ipotesi di attività realizzabili nelle zone industriali per lo sviluppo industriale.
Ho chiesto e ottenuto l’approvazione di un ordine del giorno che impegna la Giunta all’istituzione dell’area industriale di Vaglio, dopo 10 anni di tira e molla. Velocità, determinazione e, perché no, anche irriverenza nei confronti del vecchio sistema».

m.labanca@luedi.it

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