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Troppi soldi a Potenza?
La difesa di Santarsiero

Basilicata

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POTENZA - Per carità, Matera quei fondi li merita tutti, persino di più. «Naturale una attenzione speciale e investimenti adeguati della Regione per garantire alla città di Matera di prepararsi nel miglior modo possibile all’appuntamento del 2019», mette in premessa l’ex sindaco di Potenza. Quello che invece Vito Santarsiero non ha digerito è stato il modo con cui il governatore ha messo nero su bianco l’aiuto distribuito tra le due città. Mercoledì sera, Marcello Pittella ha replicato alla polemica sollevata da Fratelli d’Italia sul mancato sostegno economico al capoluogo, spiegando che per Potenza non c’era stata discriminazione: in cinque anni ha ricevuto dalla Regione 97 milioni di euro, a dispetto dei 47 avuti da Matera.
«Poco utile e inevitabilmente destinata a creare equivoci la pubblicazione di cifre sui trasferimenti regionali alla città di Potenza - scrive Santarsiero - Sia perché nella confusione di queste ore, si è data la sensazione che 97 milioni di euro siano stati messi a disposizione per il risanamento di uno storico deficit, sia perché non si è adeguatamente specificato che le somme indicate fanno riferimento a risorse per attività delegate, o fondi europei destinati alle città che transitano attraverso le Regioni, o fondi CIPE, nazionali, come quelli destinati al Nodo Complesso, che erano stati già attribuiti al Comune di Potenza». Insomma, dice l’ex sindaco, quella cifra apparentemente enorme non arriva da via Verrastro, «da cui, certo, sicuramente partono i 17 milioni di euro effettivamente messi a disposizione a fronte delle richieste del Comune per il sostegno ai servizi, in gran parte offerti anche alle 50 mila persone che quotidianamente arrivano in città». In quell’ammontare di fondi c’è lo sforzo - dice tra le righe - di programmazione e spesa di fondi nazionali ed europei.
Di più, a voler essere precisi, «tutte le somme indicate, anche quelle per Matera, sono sicuramente più basse di quelle reali e comunque andrebbero viste nel contesto degli accordi programmatici più ampi, siglati con la Regione, visto che il riferimento è alle quantità erogate per spese sostenute».
Nel dibattito sono intervenuti anche i due consiglieri del gruppo Socialisti e Democratici. La nota di Pittella, spiegano, non ha messo lo stop alle polemiche. Ed è un peccato, dicono Donatella Cutro e Donato Pace, perché «più di qualcuno continua a fare campagna elettorale non riconoscendo la disponibilità che la Regione Basilicata ha finora sempre dimostrato nei confronti di questa amministrazione». I due consiglieri raccontano del tentativo, attuato fin dall’avvio di legislatura, di «instaurare un sano e costruttivo dibattito con la giunta puntando ad aprire una nuova stagione che miri al merito, ai fatti e non all’acquisizione di poltrone». Ecco perché «dispiace constatare che a distanza di qualche mese si continui a ragionare secondo vecchie logiche di potere che nulla hanno a che fare con il nuovo corso». Non può esserci soluzione al grave deficit economico in cui versa la città di Potenza solo appellandosi ai finanziamenti di via Verrastro. «Riteniamo che uno dei motivi che ci ha condotti a questo momento drammatico sia stata l’approssimazione e la lentezza nell’affrontare la situazione anche da chi continua a fare opposizione e denunce non rendendosi conto di esser al governo». Peggio, «continuare a paragonare il caso Potenza con la vittoria di Matera a Capitale Europea della Cultura. Più che confrontare le due realtà va preso atto della loro caparbietà nel costruire un nuovo modello di governance partecipativo».
Nel frattempo, il capoluogo è alle prese con un complesso iter burocratico e normativo: il dissesto sembra sempre più l’unica opzione. Il punto è se il consiglio comunale riuscirà ad evitare lo scioglimento.
È su questo punto che Santarsiero si concedere un commento dopo diversi giorni. «Negli ultimi tre anni, dopo i poderosi tagli governativi, che hanno reso insostenibile il peso del debito storico, siamo stati in situazioni similari, sarebbe stato facile anche per noi mollare. Abbiamo sempre pensato che ogni forma di dissesto fosse la soluzione da evitare, ma questa è altra storia di cui parleremo».

s.lorusso@luedi.it

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