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Le coalizioni scaldano i motori e spuntano i nomi
dei candidati alle elezioni per il Consiglio regionale

Calabria

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CATANZARO - Manca un giorno alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste per le elezioni regionali del 23 novembre e anche se di ufficiale ancora vi è ben poco i nomi di chi correrà per conquistare un seggio al Consiglio Regionale risuonano nei corridoi dei palazzi regionali. 

Per quanto riguarda il centrodestra  in bilico tra la necessità di rinnovare e la richiesta dei consiglieri uscenti di essere riconfermati, magari in liste privilegiate, nel centrodestra arrivano diverse certezze a ad un giorno dalla presentazione delle liste. La prima è di Silvio Berlusconi per il no all'alleanza con Ncd. Ieri incontrando il gruppo di Forza Italia alla Camera ha spiegato che secondo i focus e gli ultimi sondaggi, è emerso con “chiarezza che la maggioranza dei nostri elettori non vuole allearsi con Ncd. Per questo, ho chiesto ai nostri in Calabria di darsi da fare per vincere senza il Nuovo centrodestra”. Un'impresa visto che i voti che la nuova coalizione guidata da Nico D’Ascola sono tutti sottratti al centrodestra da dove provengono la maggior parte dei candidati. E la missione che il Cavaliere ha dato alla coordinatrice Jole Santelli e alla candidata presidente Wanda Ferro è stata quella del “rinnovamento” e apertura alla società civile. Entrambe da giorni, trascrivono nomi di candidati in agenda e oggi passano alla fase degli adempimenti burocratici: tutti convocati a Cosenza per la sottoscrizione delle candidature che devono essere presentate entro domani in Tribunale. A sostegno della Ferro, dovrebbero essere almeno 5 liste, forse 6 . Forza Italia presenterà quella ufficiale e un'altra collegata della Casa delle Libertà. Nella prima dovrebbero trovare posto i fuoriusciti di Ncd, Fausto Orsomarso a Cosenza e Nazareno Salerno nel collegio Calabria Centro e forse Tilde Minasi a Reggio Calabria.  

Nel centrosinistra i decisori hanno fatto tardi anche ieri sera tra limature, inversioni a U, sussurri e grida. Raccontano boatos credibili che tra le questioni rilevanti ci sono state, la candidatura di Sandro Principe - si, no, forse - , la presenza delle donne, più annunciata che praticata, specialmente a Cosenza dove, per esempio, è stata sacrificata la zona Ionica. Anche il rinnovamento, per quello che è stato possibile, è stato strappato con le unghie e con i denti. Particolarmente spinoso il caso Sculco, nei confronti del quale dal Marchesato democratico sono arrivati tuoni e fulmini contro un suo rientro in questo campo; ma proprio ieri a Cosenza sono stati visti l’on. Franco Bruno in compagnia di Sculco andare da Mario Oliverio per perorare la causa di Flora Sculco. Comunque c’è un bouquet di nomi di candidati del centrosinistra, quasi tutti ufficiali con un margine di errore del 10 %. 

Tra i nomi dei candidati ci sono quelli di Carlo Guccione, Franz Caruso (Psi) e il sindaco di Rogliano Giuseppe Gallo, Enzo Ciconte, Tonino Scalzo, Ciccio Sulla e Tonia Stumpo, Francesco De Nisi e Michele Mirabello, Demetrio Naccari Carlizzi (in serata è corsa la voce, assai improbabile, che potrebbe essere sostituito da Filippo Bova), Nino De Gaetano, Mimmo Battaglia (figlio dello storico sindaco Piero Battaglia)

Infine per il Centro confermate le indiscrezioni della vigilia, è il senatore Nico D’Ascola il candidato alla presidenza della Regione di Alternativa Popolare Calabria. L’annuncio è arrivato ieri dai coordinatori dei due partiti della coalizione Gaetano Quagliariello per Ncd e Lorenzo Cesa per l’Udc. Il noto penalista ha spiegato che la sua candidatura «costituisce un punto di partenza nell’ambito dell’intesa tra Ncd-Udc per la creazione di un polo moderato, ma veramente innovatore. Da anni atteso dall’elettorato» e «costituisce l’occasione perl'acquisizione di un forte patrimonio identitario volto a distinguerci da ogni altro partito politico nel rispetto della grande tradizione dei partiti popolari europei».

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