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Regionali, in Calabria la lunga notte del Pd per le liste
Chiappetta passa a Forza Italia. Caputo, addio al veleno

Calabria

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ULTIME ore per definire le liste delle candidature per le elezioni regionali in Calabria. E non mancano le scintille. Sabato alle 12 scade il termine per consegnare gli elenchi nei tribunali di riferimento dei tre collegi: Reggio Calabria per quello meridionale, Catanzaro per quello che ingloba le tre province centrali, Cosenza, per quello settentrionale.

LA SCHEDA: 5 CANDIDATI ANNUNCIATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE

LA LUNGA NOTTE DEL PD - Fissata per le 16 a Reggio Calabria, poi slittata a dopo la manifestazione conclusiva della campagna elettorale per le comunali di Reggio, la riunione della Direzione regionale del Pd chiamata ad approvare le liste è stata rinviata a mezzanotte nella sede regionale del partito, a Lamezia Terme. Motivo dell’ulteriore rinvio, hanno riferito fonti del partito, la necessità di approfondire la discussione sui candidati da presentare.

 

Raccontano boatos credibili che tra le questioni rilevanti ci sono state, la candidatura di Sandro Principe - sì, no, forse - , la presenza delle donne, più annunciata che praticata, specialmente a Cosenza dove, per esempio, è stata sacrificata la zona Ionica. Anche il rinnovamento, per quello che è stato possibile, è stato strappato con le unghie e con i denti. Particolarmente spinoso il caso Sculco, nei confronti del quale dal Marchesato democratico sono arrivati tuoni e fulmini contro un suo rientro in questo campo; ma proprio ieri a Cosenza sono stati visti l’on. Franco Bruno in compagnia di Sculco andare da Mario Oliverio per perorare la causa di Flora Sculco. 

I VELENI DEL CENTRODESTRA - Veleni palesi, invece, nel centrodestra. Gianpaolo Chiappetta, capogruppo del Nuovo Centrodestra, ha annunciato in extremis che lascia il partito al quale aveva aderito dopo la divisione del Pdl - e che ora si presenta insieme all'Udc sostenendo Nico D'Ascola - e si trasferise nelle liste a sostegno della candidata forzista Wanda Ferro. «Si tratta di un sostegno motivato dalla responsabilità e dalla precisa volontà di non assecondare esperimenti politici ed elettorali che negano la storia e la dinamica del sistema politico regionale e nazionale degli ultimi 20 anni». 

Polemico pure Giuseppe Caputo, ex sindaco di Corigliano ed eletto alle regionali del 2000 con oltre diecimila voti. Era entrato a Palazzo Campanella anch'egli nel Pdl ma dopo la scissione era rimasto tra i fedelissimi di Berlusconi. E ora annuncia di non volersi ricandidare, aggiungendo pesanti accuse: «Non potevo ricandidarmi a cuor leggero, dopo aver definito pubblicamente quella esperienza, la peggiore della mia vita», dichiara.  «Nei quasi cinque anni passati - prosegue Caputo - ho cercato di stimolare una progettualità che non dava risultati concreti. Ho chiesto più volte la verifica dell’operato di assessori inadeguati che svolgevano passivamente il loro ruolo di governo. Sempre inascoltato. Ho denunciato lentezze, ritardi, scelte sbagliate, errori grossolani di valutazione, ho suggerito proposte ed iniziative. Tutti condividevano le mie analisi, però non cambiava mai nulla». Colpa, secondo il consigliere uscente, del rinomato “modello” che «non consentiva intrusioni progettuali».

GIA' PRONTE LE LISTE DEL M5S - Senza sussulti, invece, il percorso verso le candidature da parte del Movimento 5 Stelle che ha costituito le sue liste sulla base delle primarie online (LEGGI I RISULTATI), rimuovendo però il nome di Fernanda Rombolà, attivista di San Ferdinando, dopo il caso dell'esponente del Meetup locale arrestato nell'ambito di un'inchiesta per 'ndrangheta. Ha annunciato che darà spazio alle "eccellenze" locali invece la lista a sostegno del docente universitario Domenico Gattuso, candidato indicato dalla lista Tsipras e da Rifondazione comunista.

 

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