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Come siamo arrivati al dissesto
Ecco cosa dobbiamo aspettarci

Basilicata

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POTENZA - Riunioni continue, chiacchierate informali, domande su domande. Come andrà a finire? A sentire l’aria che tira a Palazzo di Città sembra ormai piuttosto chiaro che la possibilità sia solo una: il dissesto. I conti del Comune di Potenza sono messi proprio male, spiegano tecnici, politici e commentatori. Quello che ancora non è chiaro, invece, è la modalità con cui il Municipio potentino andrà incontro alla gestione commissariale delle casse comunali. Con o senza scioglimento del consigli comunale?
Il responso è tutto racchiuso nella tempistica. I revisori dei conti sono da alcuni giorni alle prese con l’analisi dei conti comunali: in particolare stanno valutando l’ipotesi di bilancio di previsione presentato dal dirigente del settore Finanze (e mai accettato dalla giunta) e la relazione della task force nominata dal sindaco De Luca (per fare il punto sul disavanzo economico). Il collegio dei revisori si è impegnato a presentare entro lunedì la relazione definitiva al consiglio comunale. A quel punto, in base alle risultanze dell’indagine dell’organismo di controllo contabile, il consiglio potrebbe decidere se mettere in votazione lo stato di dissesto. La conseguenza di un voto positivo sarebbe una gestione commissariale del deficit economico. Ma la legislatura andrebbe avanti.
Il limite di questa opzione è nei tempi. C’è bisogno che il voto del consiglio arrivi prima della relazione del commissario ad acta.
Vincenzo Greco, commissario ad acta nominato dal prefetto Cicala, sta contemporaneamente passando in rassegna lo stato dei conti dell’ente e sta chiudendo la valutazione da proporre al Viminale. Il ministero degli Interni lo ha nominato dopo il mancato deposito del bilancio di previsione da parte della giunta comunale. Secondo le prime indiscrezioni il giudizio del commissario conferma la difficoltà delle casse municipali: non ci sarebbe altra alternativa che il dissesto. Ma se fosse il prefetto a riconoscere questa ipotesi, la legislatura sarebbe chiusa con lo scioglimento del consiglio comunale.
Le prossime ore saranno decisive. Lunedì è atteso il parere dei revisori dei conti che permetterà al presidente del consiglio comunale di convocare - qualunque sia il risultato - una seduta per discutere la vicenda. Il giorno successivo, martedì, il sindaco De Luca e il presidente del consiglio Luigi Petrone incontreranno il prefetto.
Sono ore concitate, dense, persino caotiche. La normativa del caso è complessa, il confronto ruota attorno a varie interpretazioni.
Sullo sfondo, la città che vive una stagione difficile, tra povertà in crescita, servizi al minimo e un complesso rapporto con il ruolo di capoluogo. Il punto di partenza di un ripensamento potrebbe essere un momento di condivisione. Per questo l’assessore alla Coesione territoriale, Annalisa Percoco, ha pensato a una festa pubblica per celebrare anche a Potenza della vittoria di Matera 2019. L’organizzazione dell’evento è al momento in divenire. L’idea è quella di costruire, a costo zero, un momento di unione, di saluto e speranza, un’occasione per immaginare a partire dal quotidiano una città aperta. In questo scenario sono fondamentali il dialogo e la collaborazione di tutte le forze vive della città. Ogni esperienza può essere esempio di ripartenza.

 

DISSESTO, COSA SUCCEDE

IPOTESI 1
Il prefetto di Potenza, Rosaria Cicala, ha nominato  un commissario ad acta - il funzionario  del Viminale, Vincenzo Greco - per redigere il bilancio di previsione e “sostituire” così la giunta che non ha presentato il documento. Entro il 2 novembre Greco dovrà relazione sullo stato dei conti dell’ente. Se il risultato dell’analisi sarà una valutazione negativa dei conti comunali, con uno stato di dissesto acclarato, il prefetto interverrà dando lo stop alla legislatura e sciogliendo il consiglio comunale. In questo caso un commissario prefettizio traghetterebbe il Comune fino a nuove elezioni (nei successivi 9 mesi). La commissione liquidatrice prederebbe in carico il deficit da smaltire.

IPOTESI 2
Lo stato di dissesto può essere dichiarato anche dal consiglio comunale che prende atto  dello stato negativo delle casse comunali  e dell’impossibilità di andare avanti secondo modalità ordinarie di gestione delle risorse.
Il consiglio comunale può votare lo stato di dissesto su segnalazione dei revisori dei conti. La conseguenza sarebbe quella di una gestione controllata, con una commissione liquidatrice nominata dal Viminale che avrebbe in carico il deficit economico. Consiglio e giunta resterebbero in carica per gestire l’attività ordinaria. Perché questa ipotesi prenda corpo, il voto in aula deve precedere la relazione del commissario ad acta.

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