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Commissione regionale Pari opportunità
Intervista alla neo presidente Angela Blasi

Basilicata

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POTENZA - Ha 34 anni, ama leggere Ammaniti e Norberto Bobbio, ascoltare Vinicio Capossela, Niccolò Fabi, Nobraino, Radiohead e Florence and The Machine.
Piccola imprenditrice lucana, è da anni attiva nel mondo del volontariato, è stata eletta alle ultime elezioni comunali di Potenza nelle liste del Pd per poi non entrare a far parte del consiglio al ballottaggio, ha una laurea in scienze della comunicazione con indirizzo istituzionale e d’impresa e un master in Comunicazione politica e marketing elettorale conseguito a Roma.
Eletta a maggioranza dalle 21 commissarie e succedendo ad Antonietta Botta, Angela Blasi è il più giovane presidente che la Commissione pari opportunità della Regione Basilicata abbia avuto.
E’ stata la commissaria più giovane quando vi entrò 3 anni fa e oggi che è lei presidente, la più giovane ha 24 anni seguita da una donna di 29.

Cosa rappresenta la sua elezione?

«Credo la volontà della Commissione di dimostrare un cambiamento, dettato dall’esigenza di comunicare maggiormente all’esterno la sua missione visto che viviamo in un’epoca in continuo movimento e le problematiche seguono di pari passo i cambiamenti. Allo stesso tempo di preservare una continuità con il passato. E’ luogo comune credere che la Commissione sia un organo poco incisivo e, diciamola tutta, femminista».

Cos’è invece la Commissione regionale per le pari opportunità?

«Il ruolo fondamentale è comunicare le politiche di genere, intendendo non soltanto la donna ma tutti i soggetti più deboli: gli anziani, i bambini, gli immigrati. Nasciamo infatti dall’articolo 3 della Costituzione che si fonda sulla pari dignità sociale. Siamo i la voce di chi rappresentiamo, pertanto siamo tutte donne diverse, che provengono da zone diverse della Basilicata, con professioni e bagagli culturali diversi ed è proprio questa la ricchezza: i diversi punti di vista che facilitano il confronto».

Si sente femminista?

«Diciamo che credo profondamente nel valore delle donne».

Al di là dei principi e delle finalità, cosa fa la Commissione per il suo territorio e cosa ha intenzione di fare ora che è presidente?

«Il mio ruolo è solo di coordinamento. Sicuramente porteremo avanti delle questioni già avviate, come la lotta contro le dimissioni in bianco che sono tante in Basilicata e coinvolgono purtroppo solo le donne, il progetto nelle scuole “Differenti ma uguali” contro la differenza di genere, la Commissione itinerante incontrandoci non solo a Potenza e Matera ma anche nei piccoli Comuni, il codice rosa che non è ancora partito, lo sportello per gli immigrati».

Com’è il livello di “pari opportunità”, in Basilicata?

«Siamo molto indietro. C’è molto da lavorare per portare la Regione Basilicata al passo con gli obiettivi dell’Onu Europa 2020. Un primo passo potrebbe essere quello di coinvolgerci quando in consiglio o in giunta si discutono leggi o proposte che riguardano anche indirettamente le questioni di genere».

Quote rosa?

«Dovrebbero essere naturali. Se penso alla Regione Basilicata dove non c’è nemmeno una consigliera, dico sì come pretesto al cambiamento. No come concetto generale».

Fecondazione eterologa?

«Scelta troppo individuale. Sono favorevole affinchè a ogni donna si dia la possibilità di diventare madre».

Mercificazione del corpo delle donne e violenza?

«Stiamo lavorando affinchè sull’esempio di alcuni Comuni italiani si adottino delle regole per quanto riguarda l’uso del corpo delle donne nella pubblicità. E’ in questo contesto culturale che maturano i casi di violenza che sono trasversali e democratici, non hanno differenze culturali, sociali o economiche».

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