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De Luca: «Troppe illazioni sul dissesto»
Si attende la relazione dei revisori dei conti

Basilicata

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POTENZA – Matera esulta mentre Potenza piange: sono i due volti delle città capoluogo della Basilicata dove si vivono sentimenti molto contrastanti. La città dei Sassi è stata designata capitale europea della cultura nel 2019, un traguardo straordinario che consacra definitivamente il percorso di riscatto, archiviando definitivamente i tempi della “vergogna nazionale”, quelli in cui i materani vivevano insieme agli asini nei Sassi. Matera ogni giorno mastica cinema ed arte, parla di open data, community, Unmonastery, Coderdojo. Di tutt’altro genere è il vocabolario a Potenza: deficit, commissari ad acta, default, poste passive. Il Comune ha un disavanzo di bilancio incolmabile, soprattutto per effetto di un debito consolidato che determina una cedola interessi molto pesante per le casse locali.
Il sindaco Dario De Luca ha chiesto aiuto al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.
Il servizio di mensa scolastica non è partito per problemi finanziari. Il bilancio di previsione non è stato approvato ed ha provocato l’arrivo di un commissario ad acta di nomina prefettizia. Servono 25 milioni per salvare il capoluogo di regione, sacrificio richiesto al massimo ente territoriale in virtù dei servizi offerti come città capoluogo a tutti i lucani. Richiesta che non può essere soddisfatta.
Pittella ha spesso sottolineato che la Regione “non è un bancomat”. Poi ha dovuto dare una risposta non favorevole alla richiesta del sindaco di Potenza. Infatti il settore finanziario della Regione non è in grado di stanziare cifre così importanti. Oltretutto non è possibile agire in tempi brevi mentre il bilancio va approvato nell’arco di pochi giorni.
«La Regione non può mettere a disposizione i 25 milioni di euro con cui si può salvare Potenza e con cui si può ripianare il disavanzo - spiega De Luca -. Il governatore Pittella ha proposto di aiutare il Comune con 10 milioni di euro, però ciò potrà avvenire sulla base di un disegno di legge che deve essere approvato dal Consiglio regionale».
Questi 10 milioni, peraltro, verrebbero spalmati in due tranche: 5 sul 2014 e gli altri sul 2016. Per i prossimi anni la Regione potrebbe aiutare ulteriormente con stanziamenti di 10 milioni di euro annuali. Ma il bilancio necessita di somme esigibili e concrete, pertanto i primi 10 milioni non giovano. «Per entità e per tempistica - afferma ancora De Luca - questa somma è incompatibile con il salvataggio del bilancio di previsione che la giunta non ha potuto approvare e per questo è stato nominato un commissario ad acta. Oggi - aggiunge il primo cittadino - è un giorno cruciale. Attendiamo la relazione del collegio dei revisori dei conti con l’analisi della situazione finanziaria. Il collegio ci dirà se ci sono soluzioni alternative al dissesto, in caso contrario se non ci saranno condizioni diverse il dissesto arriverà in consiglio comunale. Ci auguriamo che si possa ancora evitare».
Il dissesto è una condizione molto pesante. Con il sindaco in carica, si insedia una commissione straordinaria di liquidazione per 5 anni. Le tariffe e le aliquote della fiscalità locale vengono portate al massimo, non si può procedere ad assunzioni né contrarre mutui. Un baratro per i cittadini potentini che già sopportano una tassazione che è al limite del massimo consentito. Una riscossione insufficiente, con un tasso di poso superiore alla metà del gettito, è un’altra palla al piede.
Pesanti le ripercussioni sui servizi. Il mancato avvio della mensa scolastica sarebbe accompagnato dal taglio di altre attività pubbliche. Nel contempo è bufera politica. Tra le diverse correnti politiche ci si rimpalla la “paternità” del dissesto che De Luca potrebbe essere costretto a dichiarare.
Ogni giorno che passa, la prospettiva è sempre più concreta. Il Pd accusa l’amministrazione in carica di non aver fatto tutto il possibile per approvare il bilancio. Il sindaco De Luca risponde in modo fermo.
«E’ un’illazione dichiarare che io stia portando il Comune di Potenza al dissesto. Chi pronuncia tale illazione deve invece fare autocritica e spiegare chi ha provocato questo deficit. I cittadini sono intelligenti e sanno che le responsabilità non possono essere addossate a chi governa Potenza da pochi mesi, bensì alle gestioni precedenti».

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