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La Regione annuncia un soccorso di 50 milioni
Oggi la lettera d’impegno. Revisori perplessi

Basilicata

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POTENZA - La lettera che nelle prossime ore arriverà a Palazzo di Città potrebbe mettere il punto definitivo all’intera vicenda. Il presidente della Regione, Marcello Pittella, ha preparato una nota con cui si impegna a recuperare 50 milioni di euro da destinare al capoluogo e coprire, così, la parte maggiore di un disavanzo che i revisori dei conti hanno certificato in 66 milioni, per il triennio dal 2014 al 2016.
È evidente che questa via per la salvezza di Potenza dal default coinvolge la Regione, ma anche il livello centrale. La posta in gioco è doppia: da un lato il destino di un capoluogo e della sua comunità; dall’altro i conti aperti in un’intera classe dirigente e di un pezzo lungo della storia politica della città.
La lettera di Pittella dovrebbe servire a convincere il commissario ad acta a non procedere nel dichiarare il default del Comune. Vincenzo Greco, nominato dal prefetto Rosaria Cicala per sopperire alla mancata redazione del bilancio di previsione da parte della giunta, da giorni studia i conti del Municipio: entro il 2 novembre dovrebbe certificarne lo stato. L’indirizzo sembra quello critico del dissesto.
Del resto, anche il collegio dei revisori del conti del Comune ha certificato questa condizione, comunicandola al consiglio comunale.
Sulla base della relazione dei revisori dei conti, in un primo momento, a Palazzo di Città avevano deciso di convocare il consiglio comunale per domani. L’accelerazione era sembrata l’unica via per provare ad anticipare le mosse del commissario ad acta. Solo dichiarando il dissesto prima del commissario, il consiglio potrebbe interrompere la procedura in itinere e restare in carica, evitando così lo scioglimento. Spetterebbe a una commissione liquidatrice gestire il dissesto, quel bubbone di conti in rosso che ora pesa come un macinio sulla quotidianità dell’ente. L’ordinario sarebbe invece in capo a giunta e consiglio. A patto, però, di fare in fretta.
L’incontro di ieri tra il sindaco Dario De Luca e il prefetto Rosaria Cicala non è stato risolutivo. Dal Viminale non arrivano posizioni nette soprattutto sul versante delle procedure e delle conseguenze dell’atto di “forza” che potrebbe fare il consiglio comunale.
L’aula di via Nazario Sauro non può che prendere atto e agire in base alla relazione dei revisori dei conti. Il dubbio è nel comportamento che il ministero degli Interni manterrebbe se il consiglio dichiarasse il dissesto: davvero sarebbero fermate tutte le procedure in corso con la presenza del commissario? Si eviterebbe davvero lo scioglimento del consiglio comunale?
La lettera di Pittella cambia, però, completamente la direzione degli eventi.
Un simile impegno di spesa potrebbe essere considerato abbastanza solido da evitare persino la certificazione del dissesto.
Tra le varie strade percorse dall’amministrazione per cercare di equilibrare il disavanzo, c’era già stata la via della promessa di finanziamento della Regione Basilicata. I revisori dei conti, nella relazione consegnata al consiglio, però, hanno spiegato perché non ha funzionato.
«Anche la strada del “contributo straordinario regionale” è apparsa non percorribile, sia per la natura straordinaria del contributo, sia per l’inesistenza di un decreto di assegnazione disposto dalla regione Basilicata, per l’importo necessario a coprire il disavanzo». In fondo, ricordano i revisori, «le entrate avanti carattere di straordinarietà, e quindi non destinate al finanziamento di specifici servizi erogati dall’ente, non possono essere utilizzate per coprire situazioni di squilibrio o spese ripetitive».
Le prossime ore saranno importanti anche nella preparazione del dibattito in aula. Rispetto al dissesto e alle critiche - durissime - arrivate dal collegio dei revisori dei conti ci sono alcuni distinguo tra i democratici e in alcune sigle del centrosinistra presenti nelle passate amministrazioni. Il giudizio da accettare sullo stato dei conti del Comune non è esente da conseguenze per la classe dirigente cittadina. Ed è facile prevedere che una simile scelta porti al conflitto interno nel centrosinistra che ha governato la città durante i mandati di Gaetano Fierro e Vito Santarsiero, di quest’ultimo soprattutto. Senza contare che la città pagherebbe conseguenze durissime sul versante dei servizi, già al minimo.
Anche a partire da queste considerazioni il livello più alto della politica lucana nelle ultime ore si è mossa per cercare una soluzione. Il punto è capire se questa volta l’impegno di viale Verrastro sarà considerata una strada percorribile.

s.lorusso@luedi.it

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