Salta al contenuto principale

Tu sei qui

Bilancio 2012
La Corte dei Conti chiede chiarimenti

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 44 secondi

LE richieste di atti e spiegazioni stanno seguendo un filo lungo diversi mesi, che si annida nella contabilità municipale e, in una tappa, prova a far luce sul 2012.
Mentre il consiglio comunale sta portando avanti l’iter per la dichiarazione di dissesto, la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti sta analizzando il rendiconto del 2012. Le dichiarazioni che le note dei giudici contabili mettono nero su bianco rispetto a una prima analisi lasciano, almeno al momento, preventivare un giudizio molto critico. L’appuntamento è per il prossimo 30 ottobre, giorno della seduta pubblica.
Il 14 ottobre scorso il magistrato istruttore Vanessa Pinto ha inviato al sindaco e al presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune nuove richieste di chiarimenti, seguendo i dubbi già emersi in una prima richiesta datata lo scorso luglio. In un elenco di domande la magistratura contabile rende esplicite alcune incongruenze economiche che sono emerse dalla verifica delle carte.
Rispetto al rendiconto 2012 sono stati cancellati residui attivi per un importo complessivo di oltre 52 milioni e mezzo di euro: cifre legate a trasferimenti dallo Stato, dalla Regione, dall’Unione Europea, proventi di servizi pubblici. In alcuni casi si tratta di cifre legate al periodo 1997-2000: ecco, i giudici vogliono capire perché il Comune ha scelto di cancellare (o mantenere) queste voci.
Altra voce su cui i giudici chiedono conto è quella di un blocco di residui passivi cancellati per poco meno di 83 milioni di euro. C’è poi una mancata concordanza, fanno notare i magistrati, rispetto ai residui passivi cancellati per reimputazione (cioè spostati su anni successivi) nel 2011: nel questionario fornito dal Comune è riportato l’importo di poco più di 63 milioni di euro, mentre nella nota di risposta viene indicata la somma di circa 35 milioni. Quali motivazioni per questa «discordanza»?
C’è poi una richiesta che al versante tecnico della questione posta dai magistrati, abbina un valore politico delle strategie amministrative messe in atto. «Nonostante il Comune di Potenza sia un ente in sperimentazione (il Comune ha adottato i nuovi criteri della formazione del bilancio, ndr) nel questionario - scrive la sezione di controllo della Corte dei Conti - è riportato che l’ente non ha adottato forme di consolidamento con le proprie aziende, società o altri organismi partecipati».
Vale anche per le «misure adottate per sopperire al continuo ricorso alle anticipazioni di tesoreria» che ha portato l’ente a chiudere il 2012 con uno scoperto di circa 16 milioni di euro.
Tra i chiarimenti generali, la sezione di controllo ne chiede diversi rispetto ai crediti messi in bilancio: il Municipio dovrebbe, in fondo, esigerli. Ecco perché vanno meglio specificati.
La relazione in vista dell’audizione del 30 ottobre chiede conto anche del contratto di servizio del trasporto pubblico e delle relative concessioni. E chiede il perché l’ente non abbia portato avanti la riscossione «coattiva delle entrate da sentenze favorevoli». Altri dubbi riguardano, invece, gli immobili comunali: i ricavi messi in conto positivo prevedendo la vendita delle strutture non convincono. Saranno davvero mai esigibili? Anche perché vengono inserite tra le voci che dovrebbero abbattare la quota del debito storico, arrivata nel conto del 2012 a circa 116 milioni di euro.

sa.lo.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?