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Sblocca Italia, oggi il voto in Aula
E Lacorazza rilancia l’impugnativa contro il decreto

Basilicata

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POTENZA - E’ arrivato il giorno. Il decreto Sblocca Italia sbarca oggi alla Camera dei deputati. Dopo la richiesta della fiducia del governo nazionale guidato da Matteo Renzi si va verso il “sì” annunciato. Anche se continua a tener banco la polemica. Gli ambientalisti di Legambiente sono sul piede di guerra e crticano Pittella. Ma è la politica a tenere banco. Soprattutto in casa Pd.
E su questo versante ieri il capogruppo democratico alla Camera, Roberto Speranza insieme agli altri due deputati lucani Vincenzo Folino e Maria Antezza hanno raggiunto un altro obiettivo. Hanno ottenuto l’approvazione di due Ordini del giorno da loro stessi firmati. Il primo di fatto impegna il governo nazionale a non superare il tetto dei 154 mila barili di petrolio estratti al giorno in Basilicata. In pratica la soglia è quella degli accordi precedenti con Eni e Total (104 mila a Viggiano e 50 mila quando partirà Tempa Rossa).
Il secondo Ordine del giorno in buona sostanza interviene sul tanto discusso articolo 38 e impegna il governo a limitare il proprio potere decisionale in funzione di una tutela delle limitazioni in tema di ambiente che a oggi sono a disposizioni delle Regioni.
Due segnali voluti dal Pd lucano ovviamente. Non si tratta comunque di leggi ma di azioni che impegnano il governo. Una sorta di indicazione politica più che un vincolo legale o costituzionale: nulla nega allo Stato un domani di intavolare altre trattative. Ad ogni modo questi due Ordini del giorno si aggiungono agli emendamenti già approvati in Commissione Ambiente e che modificano il documento originale licenziato dal governo Renzi a fine agosto spostando in avanti l’asticella dei vantaggi per la Basilicata in tema di estrazioni petrolifere. La questione rimane però aperta. Folino che su questi temi si è autosospeso dal Pd chiedendo addirittura la soppressione iniziale dell’articolo 38 dopo aver disertato il voto sulla fiducia oggi in aula dovrebbe astenersi.
Non è però la posizione più critica nel Pd. Non lucano. Hanno dichiarato guerra a Renzi, minacciando il voto contrario su ogni atto del governo a partire proprio dallo Sblocca Italia, Civati e Fassina.
Ma anche in Basilicata, sponda Pd, c’è chi mostra seri dubbi su tutta la partita. Anche (e nonostante) la notizia dei due Ordini del giorno dei tre deputati. Si tratta del presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza che ieri sera ha dichiarato: «(...) iniziative condivisibili e coerenti a tutto ciò che i parlamentari lucani hanno fatto insieme al presidente della Giunta. Tutte queste iniziative, allo stesso tempo, però, fanno crescere i dubbi di costituzionalità sull’articolo 38. Se non ci fossero stati rischi nello “Sblocca Italia” perché provare a mettere tutti questi giusti limiti e paletti nel rapporto tra lo stato e, in questo caso, la regione Basilicata?». In pratica Lacorazza rilancia il tema della Incostituzionalità e della possibilità di impugnare il decreto come invece ha fatto la Puglia. Ma il fronte è caldissimo anche con la replica piccata di Legambiente Basilicata alla lettera inviata martedì ai sindaci lucani dal presidente della giunta regionale Marcello Pittella. Legambiente in una lettera contesta le scelte e lo Sblocca Italia e rincara la dose di critiche: Aspettiamo presto il presidente all’incontro pubblico e siamo curiosi di vedere come spiegherà ai lucani quante nuove perforazioni ci saranno in Basilicata e come avverrà il totale depauperamento dei poteri delle Regioni a effettuare azioni di controllo in cambio della “possibilità di utilizzare parte delle risorse rivenienti dalle royalties petrolifere al di fuori dei limiti imposti dal patto di stabilità interno” insieme “alla trasformazione della card benzina in card sociale”. Dopo tanti anni in cui siamo stati accontentati con un piatto di lenticchie ora finalmente le potremmo accompagnare con dei crostini di pane gentilmente offerti dalla ditta Renzi - Eni: è questa la vera svolta epocale».
Per le polemiche comunque, attesa anche la reazione dei deputati grillini oggi alla Camera. Il voto di fiducia impedisce la discussione degli emendamenti ma di certo ci saranno attacchi e critiche vibranti anche da parte della lucana Mirella Liuzzi.

 

s.santoro@luedi.it

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