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Al capoluogo 50 milioni
per ribadire che il centro lucano è qui

Basilicata

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POTENZA - Il finanziamento della Regione Basilicata serve, certo, a soccorrere «la complessità della situazione debitoria» del Comune di Potenza. Nell’immediato, la lettera di impegno di viale Verrastro dovrebbe garantire «una via d’uscita per evitare la dichiarazione di dissesto finanziario e le conseguenziali ripercussioni sociali ed economiche sul territorio».
Ma quello che sembra diverso rispetto a precedenti promesse di sostegno economico del livello regionale è un forte riconoscimento del ruolo di Potenza e della spesa necessaria per garantire servizi sovracomunali.
I toni della lettera che il presidente Marcello Pittella ha inviato al sindaco Dario De Luca sono di grande apertura. «Ritengo che quanto già fatto, doverosamente, non sia ancora né sufficiente né proporzionato al concreto bisogno, ma soprattutto non commisurato al reale sostenimento, da parte del Comune, di maggiori oneri derivanti dall’erogazione di servizi pubblici di interesse sovracomunale». Pittella sembra così chiudere la polemica sulla disparità di trattamento riservata ai due capoluoghi (aveva fatto notare come Potenza avesse goduto di 97 milioni rispetto ai 50 di Matera).
Soprattutto, il testo inviato al sindaco e al prefetto di Potenza, Rosaria Cicala, prova a costruire una svolta nella procedura oggi aperta che rischia di portare al dissesto.
Il collegio dei revisori dei conti ha certificato il deficit del Comune, suggerendo al consiglio comunale di approvare lo stato di dissesto.
Contemporaneamente, però, in municipio è aperta anche un’altra procedura di indagine contabile. Con la mancata presentazione del bilancio di previsione da parte della giunta, il prefetto ha nominato un commissario ad acta che ha il compito di valutare i conti comunale entro il prossimo 2 novembre. Se il commissario dichiarasse il dissesto prima del consiglio comunale, l’esito sarebbe quello dello scioglimento della legislatura. Di qui, la corsa contro il tempo fatta dagli amministratori per cercare di anticipare le mosse del commissario e dichiarare il dissesto in consiglio, così da scongiurare lo scioglimento dell’ente (il disavanzo sarebbe gestito da una commissione liquidatrice, il consiglio e la giunta avrebbero in carico l’ordinario).
La lettera della Regione Basilicata, con il relativo impegno economico, cambia le carte in tavola. Il documento potrebbe convincere il prefetto a concedere al commissario ad acta una proroga, così da permettere nel frattempo la definizione dell’iter normativo perché il sostegno economico regionale diventi concreto.
La lettera non dichiara cifre, ma lo stanziamento dovrebbe essere di circa 50 milioni, spalmati in dieci anni e assegnati in modo dettagliato a seconda delle spese da coprire. Serve, inoltre, che il finanziamento sia concesso attraverso la pronuncia del consiglio regionale. Questo percorso supererebbe, così, il limite che aveva bloccato già altri tentativi di aiuto alla città: un contributo straordinario non può essere utilizzato per coprire i debiti dell’ente.
La volontà, spiega Pittella, è quella di assicurare «un ulteriore, eccezionale e soprattutto conclusivo intervento» per scongiurare il dissesto e «restituire il Comune di Potenza al regolare espletamento delle sue funzioni istituzionali».
Un’ulteriore spinta potrebbe arrivare dal voto sullo Sblocca Italia (che dovrebbe liberare sul patto di stabilità alcune risorse per la Basilicata, comprese quelle utili al capoluogo). Se il prefetto concedesse la proroga, a gestire il Salva-Potenza sarebbe un tavolo composto da rappresentanti di entrambe le amministrazioni.

s.lorusso@luedi.it

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