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De Luca promette: «Risanamento etico»
I dubbi di legittimità della Corte dei conti sul bilancio 2012

Basilicata

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POTENZA - «No, non mi sono trovato del tutto impreparato», racconta il sindaco De Luca. «Perché se anche non riguarda la mia amministrazione, il bilancio del 2012 è parte della grande difficoltà che viviamo oggi».
Mentre continua il dialogo Comune-Regione, con un occhio sempre puntato sulla Prefettura, per cercare di evitare il dissesto di Potenza, i conti del Comune sono oggetto d’indagine della Corte dei Conti. L’udienza di ieri, dedicata all’istruttoria sul rendiconto 2012, è stata anche l’occasione per spiegare come le cose, a Palazzo di Città cambieranno: «Stanno già cambiando». Nell’udienza di ieri, con Dario De Luca, a rappresentare il Comune, c’era anche il presidente del consiglio comunale, Luigi Petrone. Nelle delicate giornate che sta vivendo la politica cittadina alle prese con l’ipotesi dissesto, Petrone e De Luca stanno presenziato insieme ogni appuntamento istituzionale. Come a dire, il consiglio comunale è accanto al primo cittadino nella ricerca di soluzioni e il futuro dell’ente è un percorso collettivo. Anche bipartisan.
La sezione di controllo della Corte dei Conti ha passato al setaccio il bilancio 2012 mettendo sotto accusa soprattutto i servizi esternalizzati e la gestione dei residui. L’istruttoria guidata dal giudice Vanessa Pinto ha fatto emergere criticità «gravi» su tre grandi aree: su spesa, entrate e gestione finanziaria ha chiesto conto agli uffici dell’amministrazione. Ieri l’ultimo confronto, il dispositivo con giudizio finale sarà depositato nei prossimi giorni.
Tra i punti che non tornano secondo i giudici contabili c’è la gestione dei vecchi crediti: in troppi casi sono stati cancellati o spostati su anni successivi senza una scelta coerente. Nel garbuglio di cifre sono stati trovati persino crediti del 1984: davvero possono essere considerati ancora esigibili? Sono stati considerati come “reali” entrante legate alla commissione straordinaria di liquidazione, che però non funziona dal 2003. «Sintomo che qualcosa è stato aggirato». Contemporaneamente non è stata incisiva l’azione sulla riscossione dei tributi non versati da parte dei cittadini. E il ricorso alle anticipazioni di tesoreria è stato eccessivo e continuo. Ancora, nel rapporto con lo Stato, la gestione dei trasferimenti non convince i giudici.
«Certo - ha ammesso il presidente del collegio dei Revisori dei conti, Enrico Larocca - alcune difficoltà nascono con i ritardi dello Stato: erogando fuori tempo i contributi dovuti contribuisce allo squilibrio». Come nel caso, per esempio, del rimborso per la manutenzione del tribunale. Contemporaneamente, però, è vero anche che sui servizi esternalizzati i contratti «mascheravano una non corretta impostazione giuridica». Spesso, è stato spiegato, è attraverso i contratti legati a servizi in-house che si possono aggirare i vincoli sulle assunzioni.
Proprio i contratti di gestione dei servizi esternalizzati sono sotto i riflettori della magistratura contabile. In particolare i casi Acta e il trasporto pubblico.
Per l’Acta non tornano alcune spese di gestione, compreso l’acquisto di un immobile, quello in via della Siderurgica, che avrebbe dovuto diventare sede della società per azioni a totale capitale comunale. Non è mai stato utilizzato. «All’epoca - ha spiegato Antonio Infantino, oggi a capo della task force nominata dalla giunta per studiare i conti dell’ente - curai l’acquisto dell’immobile dall’Asi sulla base di una convenienza del mutuo rispetto al fitto a privati per la sede dell’Acta. Oggi, anni dopo, sfugge perchè non sia stato utilizzato mai lo spazio». Infantino, in udienza, ha confermato molte delle perplessità esposte nel corso dell’istruttoria dal giudice.
Uno dei nodi più delicati riguarda il rapporto tra il Comune e il Cotrab, il consorzio che gestisce il servizio di trasporto pubblico. Il giudice istruttore Pinto ha sottolineato come nel corso dell’intera indagine il Comune non sia stato in grado di presentare il contratto. L’anomalia maggiore è racchiusa nelle continue proroghe: il servizio non è stato assegnato con appalto, ma in modo diretto. Eventualità che un ente pubblico può eseguire solo in caso di emergenza. «Ma il servizio è gestito dal Cotrab dal 2006: un po’ troppo tempo per parlare di emergenza».
Ed eccessivo anche il vantaggio per il privato: la clausola sullo scioglimento, per esempio, «è fatta per non essere eseguita». Il rapporto tra le parti può essere interrotto con un preavviso di soli venti giorni qualora il costo del personale aumenti più del 5%.
Sono molto pesanti le eccezioni e i profili di irregolarità sollevati dalla magistratura contabile rispetto al bilancio di Potenza. E presto comincerà il lavoro sul rendiconto 2013.
«Stiamo cercando di riorganizzare gli uffici», ha spiegato De Luca, anticipando alcune azioni sul settore finanziario e sulla rimodulazione dei servizi. «Sono convinto che da quel contratto del trasporto arrivi l’80 per cento dei nostri guai economici». Ma conta anche il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani. «Piegati da un regime monopolistico privato».
Le cifre e le considerazioni fanno parte di un groviglio che tra analisi interna, magistratura contabile e futuro tavolo con la Regione andrà dipanato. «Ho perso un impegno - ha concluso De Luca - Il risanamento non sarà solo economico, sarà risanamento etico».

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