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Inizia la seconda fase
Ecco cosa cambia

Basilicata

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SI avvia a diventare legge il decreto che da più di un mese tiene in sospeso i cuori in Basilicata. Dopo la Camera toccherà al Senato. Ma per la parte che riguarda il futuro delle estrazioni in regione, i giochi ormai sembrano definitivamente fatti. A voler tirare le somme, ecco cosa cambia in concreto.
Si parte dalle estrazioni: il petrolio tirato fuori dal sottosuolo lucano aumenterà di quasi il doppio. Si tratta delle quantità già previste dai precedenti accordi del ‘98 e del 2006: 104.000 quelle concordate con Eni, e 50.000 con Total. In totale 154.000 barili: il massimo della quantità giornaliera estraibile secondo il limite fissato dall’ordine del giorno presentato dai tre deputati del Pd, Speranza, Antezza e Folino. Oltre questa cifra non si potrà andare. Ma rappresenta, comunque, quasi il doppio rispetto agli attuali 88.000.
Se aumenta la quantità di greggio prodotto in Basilicata, crescono anche i vantaggi economici che ne potrà trarre la regione. Ma solo sulle produzioni aggiuntive. A eccezione dei 50 milioni relativi al 2014 che potranno essere spesi subito.
Dal 2015 in poi, aumentano le royalty, come conseguenza automatica delle maggiori estrazioni, ma cresce anche la somma che la Regione potrà spendere senza tenere conto dai vincoli del patto di stabilità interno. La quota che si potrà portare fuori, di anno in anno, verrà stabilità dalla legge di Stabilità. Risorse che potranno essere spese per interventi di sviluppo o di tutela ambientale. Ma dalle previsioni dello Sblocca Italia saltano fuori anche risorse “fresche” che per la prima volta vengono previste a favore de territori interessati dalle trivelle. Si tratta del tesoretto derivante dal 30 per cento dell’Ires pagato dalle società estrattive. Andranno a finanziare un fondo per lo sviluppo, secondo gli assi già stabiliti dal Memorandum del 2011. Anche in questo caso il calcolo va fatto sulle sole produzioni aggiuntive.
La Basilicata incassa anche la conversione del fondo della card idrocarburi in un fondo per misure di coesione sociale, su cui avevano insistito molto i sindacati. Le risorse a disposizione che prima erano riconosciuti a tutti i patentati residenti in Basilicata, ora saranno destinate alle fasce più deboli.
Dunque, a partire dal 2015, a fronte di maggiori estrazioni, ci sarà un ritorno economico sensibilmente maggiore. Ma cosa accade in termini di autorizzazioni ambientali? Era questa la parte più delicata del decreto e continua ad esserlo anche adesso.
L’ordine del giorno dei deputati del Pd lucano ha consentito di raddrizzare la mira, almeno in parte: l’odg impegna il Governo a limitare il potere decisionale. Un freno, insomma, alla centralizzazione delle competenze in materia, sui cui il Governo ha puntato tanto, anticipando i contenuti dalla riforma del Titolo V della Costituzione. Sulle novità apportate in Aula, i pareri restano discordanti: per alcuni sono bastevoli, tanto da far cadere le ragioni di un eventuale ricorso per illegittimità. Mentre c’è chi ritiene che impugnare l’articolo davanti alla Corte Costituzionale rimanga l’unica via per difendere la Basilicata dall’attacco delle trivelle.

marlab
m.labanca@luedi.it

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