Salta al contenuto principale

Le ragioni di un voto
Le ragioni della Basilicata

Basilicata

Tempo di lettura: 
7 minuti 2 secondi

NELL’EPOCA della civiltà contadina, che ha certamente contribuito alla mia formazione, si usava dire: “Devi parlare quando torni dalla fiera”.
Così, a conclusione di un percorso iniziato a metà settembre dopo la pubblicazione, del decreto “Sblocca Italia” dopo che la Camera dei deputati ha definitivamente approvato questo importante provvedimento, provo a tirare le somme.
Francamente non mi aspettavo una attenzione così forte da parte di tanti deputati del Gruppo Pd, che hanno voluto conoscere le ragioni della mia “autosospensione” e con pazienza hanno ascoltato i miei ragionamenti e le mie argomentazioni circa il fatto che in Basilicata la produzione petrolifera è già significativa e che non è una questione di “comitatini” e nemmeno di voti da perdere o guadagnare.
Mi ha molto colpito anche la sensibilità mostrata dai Deputati della Ottava Commissione, a partire da quelli del Pd, che poi si è manifestata positivamente nell'iter di esame e modifica del Decreto legge numero 133 del 2014.
In questa sede mi limiterò ad esaminare le modifiche apportate in Commissione agli articoli relativi alle estrazioni petrolifere, cioè gli articoli 4, 36, 36 bis e il ben più famoso art. 38, posto che altre positive modifiche sono state oggetto del lavoro dei commissari.
Si tratta di modifiche sostanziali e significative, proposte in stretto raccordo con la Presidenza della Regione Basilicata e per le quali devo innanzitutto ringraziare Roberto Speranza che con il suo impegno (forte) e per la sua posizione (rilevante) è stato determinante. Così come devo dare atto di un grande e certosino impegno di Maria Antezza e di tutto il gruppo Pd della Ottava Commissione, che ha considerato non solo le nostre insistenti richieste ma anche le posizioni dei deputati lucani di opposizione come l’onorevole Latronico, che ha contribuito a diversi miglioramenti, e la onorevole Liuzzi, della quale sono stati accolti alcuni emendamenti significativi e positivi all'articolo 38.
Parto dalla questione del patto di stabilità, risolta parzialmente con la modifica dell'articolo 4 che consente di utilizzare effettivamente, per il 2014, i 50 milioni di euro previsti (senza calcolare le spese successive al 1 luglio 2014 in realtà erano 27 su 50) e con la modifica dell'articolo 36, che pur mantenendo il riferimento all’incremento di produzione sul 2013, rimanda alle leggi di stabilità anno per anno la quantificazione dell'esonero dal “patto” delle somme derivanti dalle royalties. E’ una battaglia da proseguire poiché non è giusto che la Regione non possa utilizzare tutte le royalties, anche se è necessario assumere un orientamento più certo sulle finalità e modalità del loro impiego.
Molto importante anche la conferma dell’utilizzo del fondo per l'ex “bonus carburante” solo per le Regioni dove si effettuano le estrazioni e la previsione di un impiego di questi fondi più flessibile e concertato con le Regioni, sia per finalità di sviluppo economico che per interventi di coesione sociale (Social Card).
La modifica più rilevante (sia per le cifre e soprattutto per il principio) sulle misure di compensazione economica è indubbiamente quella dell’articolo 16 del “Cresci Italia”, che conferma un fondo per lo sviluppo economico e infrastrutturale alimentato con una parte (30 per cento) dell’Ires che lo Stato incassa dalle aziende che estraggono idrocarburi, e non più le due fasce del 30 per cento fino a 130 milioni e del 15 per cento oltre i 130 milioni. Inoltre riguarda le estrazioni successive alla data di entrata in vigore del Decreto legge e non più solo nuovi progetti di estrazione (quindi anche quelle già previste dagli accordi con Eni e Total). Si tratta adesso, in sede di revisione del decreto interministeriale di attuazione, di superare il limite dei 50 milioni di euro all’anno previsto precedentemente.
L’articolo 38, considerato a ragione, da molti commentatori e da larga parte delle associazioni ambientaliste, eccessivamente pro - estrazioni e pro - compagnie con la estromissione totale delle Regioni (e delle comunità locali) dai procedimenti, in palese difformità all’articolo 117 della Costituzione (o per essere cortesi quale anticipazione della riforma del Titolo V della Costituzione già approvata al Senato) è stato seriamente modificato prevedendo che il rilascio delle concessioni (a titolo unico), seppure in capo al Mise e al Ministero dell’Ambiente, è preceduto da un atto di pianificazione.
Ciò è molto rilevante, perché evita un passaggio quasi automatico per i procedimenti in corso o vigenti (sia per le coltivazioni che per le ricerche) e consente ancora uno spazio di intervento, in sede politica e istituzionale, per la nostra Regione che ha tempo fino al 31 marzo 2015 per esaminare le procedure “Via” relative ai vari procedimenti, compresi quelli per i permessi di ricerca, ed inoltre avrà la possibilità di intervenire nel procedimento di rilascio della concessione del titolo unico essendo stata introdotta la “previa intesa” con le Regioni interessate.
Le modifiche legislative apportate aiutano a tenere aperta la questione e consentono di riportare un minimo di dignità nelle relazioni tra Governo Nazionale e la Regione Basilicata. A ciò va aggiunto che il Governo ha accolto due ordini del giorno, che ho proposto insieme a Roberto Speranza e Maria Antezza, con i quali la Camera dei Deputati lo impegna a definire una nuova intesa istituzionale con la nostra Regione; a definire un piano di interventi per lo sviluppo economico ed infrastrutturale della Basilicata; a promuovere la riorganizzazione dei sistemi di controllo e monitoraggio ambientale ed un “Tavolo della Trasparenza”, con la partecipazione delle istituzioni e del mondo associativo del territorio, che operi per assicurare la vigilanza e l'informazione sull’impatto delle attività petrolifere per la salute e l’ambiente; a prevedere il rilascio dei titoli concessori unici per la Basilicata entro il limite Massimo di produzione di complessivi 154 mila barili al giorno, cioè la quantità massima prevista dagli accordi già sottoscritti.
Siamo sostanzialmente riusciti a rimettere in partita la Regione Basilicata, che nell’accelerazione impressa dal Governo Renzi ha rischiato di trovarsi in fuorigioco e al centro di una forte divaricazione tra gli interessi lucani e gli interessi del Paese.
E allora perché non partecipare al voto di fiducia di qualche giorno fa su questo decreto? Perché astenersi nel voto finale? Per dire ancora una volta al Governo e al Parlamento, interpretando il pensiero di una vasta opinione pubblica lucana, che il petrolio deve essere estratto per necessità, con cautela, con tutte le attenzioni per la sostenibilità, in condizioni di sicurezza, con la massima attenzione per la salute e per l’ambiente. Non per consentire che questa attività venga svolta in maniera indiscriminata e a piacimento delle compagnie petrolifere. Non per fare del nostro territorio una gruviera.
Il nostro futuro non è il petrolio, non sono i rifiuti e tanto meno il sito unico dei rifiuti nucleari. Il nostro futuro non è la desertificazione ambientale e sociale, il nostro futuro sta nel recuperare il grave deficit infrastrutturale (accessibilità e mobilità) e di sviluppo economico e da questo punto di vista le compensazioni economiche derivanti dalle estrazioni devono essere una leva, un volano; il nostro futuro è quello che ci indica la vittoria di Matera capitale della cultura 2019, che ha come fattori decisivi l’incrocio tra natura, cultura, tradizioni, capitale umano.
“Al ritorno dalla fiera” sono soddisfatto di averci messo ancora una volta la faccia, di essermi esposto per la Basilicata. L’ho fatto per i cittadini lucani, per i tanti che in questi anni hanno riposto in me la loro fiducia. Ringrazio anche tutti coloro che mi hanno dedicato la loro attenzione interrogandosi sui perché, sulle carriere o sulle zavorre. La vita politica è fatta anche di queste cose: “Ognuno con il proprio cuor l’altrui misura”.
Nel mondo che cambia, il Pd di Renzi è un soggetto politico nuovo e in trasformazione. Personalmente ne colgo le positività e le opportunità e tuttavia continuo a non sottovalutarne le criticità, che negli ultimi giorni sono emerse in tutta la loro evidenza.
Mi auguro che anche il Pd della Basilicata, così ampiamente rinnovato, sappia cogliere le positività e recuperare appieno la sua funzione di rappresentanza della nostra comunità. Per parte mia continuerò a lavorare unicamente per la tutela degli interessi fondamentali della Basilicata.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?