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Le idee cambiano
a ritmo elettorale

Basilicata

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Noi però continuiamo a non “fidarci”. Nemmeno delle parole in bello stile. Né tanto meno dei proverbi e degli adagi. Crediamo più alle parole taglienti e affilate. “Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia”. Era il 1975. Così scriveva Pier Paolo Pasolini. Quel Pasolini trovato, stecchito, su un selciato mentre stava scrivendo “Petrolio”. Non “Ragazzi di vita”. “Petrolio”. Lo stesso che viene estratto a Viggiano e verrà tirato su a Tempa Rossa.
Il petrolio è una brutta bestia. Oppure una fortuna meravigliosa. Dipende da che lato ci si mette. Di certo non è materia neutra. Qualche notte fa la Rai ha proposto un documentario sul Nord Dakota. Il Klondike dei nostri giorni. Fino a 15 anni fa era, sostanzialmente, una enorme distesa di campi coltivati (a proposito di cultura contadina). E manco a dirlo era il fanalino di coda di tutti gli States: Pil bassissimo e giovani costretti a emigrare per seguire i propri sogni. Oggi è l’Eden dei petrolieri. Ma tutto è cambiato. Un operaio arriva a guadagnare fino a 100 mila dollari all’anno. Ma mancano alloggi e molti vivono in roulotte o peggio nelle proprie automobili. Le due facce della medaglia che si sono fuse insieme.
Ma il governo degli Stati uniti ha bisogno di quel mare di greggio per innalzare la propria soglia di autosufficienza energetica. Tra Basilicata e Nord Dakota ci sono sono molte anomalie a partire dalla popolazione (600 mila abitanti) e dal passato agricolo. Ma anche tante differenze: lì non ci sono più disoccupati e arrivano tanti di quei soldi che le tasse sono irrisorie e i servizi pubblici (istruzione in primis) sono al top. Ovviamente la qualità dell’aria e dell’acqua non è più quella di 10 anni fa e non manca l’allarme ambientalista. Ma la scelta è fatta, si va avanti, con una consapevolezza: tra 30 anni non si estrarrà più e per questo lo Stato sta mettendo da parte il 30 per cento degli introiti del petrolio per fronteggiare il “down” che prima o poi arriverà. Insomma c’è una linea chiara e una prospettiva. Anche politica.
La Basilicata invece naviga a vista. Da un giorno all’altro tutto può diventare diverso. Anche che chi era contro diventa accomodante e chi invece era tra i protagonisti degli accordi poi indossi i panni del “guastafeste” di turno. Si prenda l’ordine del giorno di Folino, Speranza e Antezza sul tetto massimo di barili bloccato a 154 mila. E’ un atto politico. Forte. Che di fatto manda a monte il Memorandum che pure era stato sostenuto dalla stessa parte politica. Insomma si procede a scatti.
E il motivo è semplice: la campagna elettorale è sempre viva e le carriere politiche si misurano in ventenni. Chi era al potere negli anni ‘90 ha prospettive di governo o anche parlamentari almeno per i prossimi 5 - 10 anni. Tutto legittimo: non ci sono leggi limitanti. Ma 20 o 30 anni sono tanti. Magari chi attraversa le decadi rimane uguale ma non il tempo stesso che attraversa. Il campione di 20 anni fa può aver preservato intatto il proprio talento. Intanto però è inevitabile che emergano altri “campioni. In tutto questo è logico anche cercare il coniglio dentro il cilindro. E il numero di magia può uscire perfetto con gli applausi che scrosciano. Il dubbio che tutto sia fatto per un tornaconto (politico) personale più che per deliziare la platea rimane. La storia risponderà con più chiarezza. In fondo se non si voterà di nuovo domani, accadrà dopodomani. E dire, “l’avevamo detto” non costerà poi tanto.

s.santoro@luedi.it

 

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