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In aula la relazione dei revisori
Le attese del Consiglio

Basilicata

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POTENZA - L’ordine del giorno prevede un solo punto in discussione: il consiglio comunale di Potenza, oggi pomeriggio, dovrà ascoltare la relazione del Collegio dei revisori dei conti, quella che suggerisce, sulla scorta di alcune valutazioni contabili, di dichiarare il dissesto.
Sempre oggi è attesa la consegna della relazione del commissario ad acta, Vincenzo Greco, nominato dal prefetto Rosaria Cicala per sopperire alla mancata redazione del bilancio di previsione da parte della giunta. L’esecutivo del sindaco De Luca non ha potuto chiudere in pareggio il bilancio per un disavanzo di 25 milioni di euro nell’anno in corso, dieci per i due successivi. La norma non ammette che il documento di programmazione finanziaria sia in squilibrio. La relazione del commissario ad acta dovrebbe confermare l’esito delle valutazioni dei revisori dei conti: le casse del Comune non stanno affatto bene. Sarà il prefetto a concedere una ventina di giorni al consiglio comunale per presentare una proposta di bilancio di previsione ammissibile, pena la dichiarazione di dissesto e il consequenziale scioglimento.
È qui che si aprono le due strade, attualmente aperte a Palazzo di Città.
Il primo tentativo è quello di evitare il dissesto, facendo affidamento su un impegno della Regione Basilicata a concedere un finanziamento importante. Non è però questa una strada sicura: il contributo non può avere un carattere straordinario, altrimenti non potrebbe essere utilizzato per pareggiare i conti. Di qui, la scelta di procedere con un tavolo tecnico Regione-Comune che affronterà modalità, cifre e iter legislativo del contributo. Non è detto, però, che se anche fosse definita la questione formale, poi la procedura vada a buon fine. L’ultima parola sul caso spetterebbe al consiglio regionale, a un voto politico. Le proteste arrivate da alcuni amministratori della periferia, contrari al Salva-Potenza, potrebbero influire sul voto.
L’altra strada aperta è quella del dissesto, ipotesi sempre in piedi in caso il finanziamento regionale non arrivasse. Il consiglio comunale dovrebbe però votare la delibera di dichiarazione prima dello scadere dei venti giorni, così da evitare che sia il prefetto a intervenire sciogliendo la legislatura. In questo caso sarebbe una commissione liquidatrice a gestire il conto economico negativo, lasciando a giunta e consiglio la possibilità di gestire l’ordinaria amministrazione. Anche questa via non è di semplice attuazione, non solo per la complessità tecnica di una delibera di dichiarazione di dissesto. È il portato politico di una simile decisione a pesare sugli amministratori e i partiti. Il centrosinistra deve affrontare una scelta che peserebbe come un giudizio sulla precedente amministrazione, di cui, tra l’altro, alcuni esponenti sono attualmente in consiglio. Senza contare la responsabilità che tocca in modo bipartisan tutta l’aula nei confronti della cittadinanza: il dissesto avrà conseguenze per la cittadinanza, tra servizi al minimo e blocco di flussi finanziari. Da qualche parte bisogna ricominciare.

s.lorusso@luedi.it

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