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E ora venti giorni
per evitare il dissesto

Basilicata

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POTENZA - Aprire il dibattito ieri sarebbe stato rischioso. Troppo difficile il clima politico e inevitabile il bisogno di spiegazioni: il consiglio comunale di Potenza si sarebbe ritrovato a discutere di responsabilità e prospettive, su un terreno scivoloso. Troppo, in un momento in cui tutti chiedono di accantonare la polemica per ripiegarsi su uno sforzo comune.
Così, con il solo voto contrario di Savino Giannizzari del M5S («avrei voluto capire che cosa sta succedendo e che cosa ci ha portati a questo»), il consiglio comunale ha deciso di riaggiornarsi. Ci sarà un momento diverso per discutere dei conti del Comune e prendere atto del bilancio dell’ente. I prossimi giorni saranno dedicati al lavoro di collaborazione tra Regione e Municipio per carcere di individuare un iter formale idoneo a cedere al capoluogo un contributo economico e provare, quindi, a evitare il dissesto. La linea condivisa in modo bipartisan al momento sembra questa: scongiurare l’ipotesi di default, provarci almeno.
È toccato al sindaco Dario De Luca, ieri pomeriggio, riassumere gli ultimi giorni vissuti tra carte e audizioni a Palazzo di Città, per fare il punto.
Ieri il commissario ad acta, Vincenzo Greco, ha terminato il proprio compito: il prefetto Rosario Cicala lo aveva nominato per provare a redigere uno schema di bilancio in sostituzione della giunta comunale. La relazione del funzionario del Viminale non lascia dubbi: il disavanzo, certificato in 24 milioni di euro, non permettere di chiudere in pareggio il documento di programmazione economica.
A una risultanza simile erano arrivati anche i revisori dei conti dell’ente, che però avevano indicato il deficit in 25 milioni di euro, accettando gli esiti dell’analisi della task force voluta da De Luca dopo la sfiducia all’ex assessore al Bilancio Maria Martoccia.
Ora per il consiglio comunale si aprono due possibilità. Gli amministratori lavorano contemporaneamente su entrambi i fronti.
Nei prossimi giorni sarà decisivo il lavoro del tavolo istituzionale per capire quanto concreto può diventare il contributo economico regionale. Il tavolo si insedierà nel pomeriggio, ne faranno parte dirigenti di entrambi le istituzioni. Il sostegno al capoluogo non potrà essere racchiuso in un fondo speciale, servono un dettaglio di spesa specifico e il voto in consiglio regionale. Ecco il punto. Un simile contributo - importante per cifre, ma soprattutto per valore politico - dovrà affrontare un dibattito istituzionale. Facile prevedere polemiche e proteste da parte di periferie e opposizioni, rispetto a un ennesimo soccorso al capoluogo.
Il finanziamento regionale dovrà servire a chiudere in pareggio il bilancio di previsione, da votare a quel punto in consiglio comunale.
Se non dovesse andare a buon fine l’iter sul contributo regionale, sarà il consiglio a dover prendere atto dell’impossibilità di pareggiare i conti e votare il dissesto.

s.lorusso@luedi.it

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