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Galella sul tentativo di evitare il dissesto
«Noi ci stiamo, ma con discontinuità»

Basilicata

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POTENZA - «No, non è difficile. È diverso, è mortificante». Perché tutta la voglia di fare, di dire, di progettare, spiega Alessandro Galella, si infrange nella consapevolezza che «no, non si può fare nulla, perché dobbiamo prima smaltire una eredità drammatica». Quella del «buco» economico di Potenza, circa 24 milioni di disavanzo.
È l’esito di diverse analisi sui conti del Comune. Sia la relazione dei revisori dei conti, sia la relazione della task force voluta dal sindaco De Luca, sia il commissario ad acta nominato dal prefetto suggeriscono una sola possibilità: dissesto. La speranza di evitarlo è legata al lavoro del tavolo tecnico che ieri si è insediato in Regione e che dovrà tradurre in un iter normativo la promessa di contributo economico arrivata dal presidente della Regione Basilicata a nome del governo regionale. I tempi sono stretti, venti giorni al massimo per concretizzare l’impegno di finanziamento e poter così redigere un bilancio di previsione in pareggio.
Lunedì il consiglio comunale ha preso atto della situazione e ha scelto di non aprire il dibattito. Perché? «Il presidente del consiglio Petrone - racconta così il capogruppo di Fratelli d’Italia -ha sottolineato come fosse necessario mantenere bassi i toni rispetto a una situazione non del tutto delineata. Non solo è giusto che il tavolo tecnico lavori senza scossoni, ma qualunque parola in questo momento potrebbe essere smentita».
Un gran da fare nelle commissioni, proposte, progetti, ma poi, in attesa del bilancio, sempre la stessa risposta: ora non ci sono soldi. «Vero, non possiamo attivare molte azioni, almeno per il momento. Ma parto dalla consapevolezza che peggio di come stiamo, peggio di come è stata lasciata la città, non si può. Quindi anche i piccoli provvedimenti miglioreranno le cose». Nel frattempo, «posso continuare a spiegare le cause e i colpevoli del disastro in cui ci troviamo: prima, vista la scarsissima opposizione, non accadeva».
Impiega poco Galella a elencare quello che si può fare senza aspettare troppo. «Partiamo dal contratto del trasporto pubblico: è disastroso. Un esempio? Sulla bigliettazione, il contratto prevede che fino a 400.000 euro incassi il Cotrab; oltre 400.000 euro in parte il Cotrab, in parte il Comune; con zero biglietti rendicontati il Comune deve versare comunque quella cifra al Cotrab. Ora, è così difficile indovinare quale sia la rendicontazione dei biglietti?».
Si può lavorare, aggiunge Galella, anche sulle affissioni: senza regolamento, il servizio non rende quanto potrebbe. C’è poi in atto la rimodulazione dei fondi impegnati su cantieri e progetti: «Lavoreremo sui vicoli del centro storico, sull’illuminazione pubblica, sulle scale, sulla piscina di Montereale. Si tratta di interventi diretti a innalzare la qualità della vita in città, facendo lavorare le aziende locali».
Dovesse suggerire qualcosa su cui cambiare corso subito, non avrebbe dubbi: l’organizzazione dei mercati cittadini. «Oggi il sistema è tale che la partecipazione dei commercianti è vincolata a una sorta di blocco delle postazioni, perché ogni mercato rionale è considerato parte di un unico grande mercato cittadino, invece che uno di tanti appuntamenti separati».
Serve ancora un po’ di pazienza sul fronte operativo. «Superato lo stallo a cui, in questa fase, ci costringe il rischio dissesto, non ci saranno più alibi. Né per noi, né per la giunta».
A proposito di rischio default e della speranza nel contributo regionale, dai territori sono arrivate parecchie proteste. Su tutte, quella durissima del sindaco di Melfi, Livio Valvano.
«Il sindaco di Melfi dovrebbe evitare certe piazzate per ottenere attenzione per compensare la mancata notorietà per la buona amministrazione. Magari cerca solo di alzare il tiro in cambio di un nuovo incarico». In generale Potenza paga il clima che ha governato la relazione con Regione e i territori?
«I Comuni della Basilicata dovrebbero ammettere in ogni regione, il ruolo del capoluogo viene riconosciuto. Qui ci sono servizi e costi legati a tutto il territorio lucano». L’esempio più facile riguarda il tribunale. «Per la manutenzione il Comune spende tre milioni all’anno, che da tempo non vengono rimborsati. Il ministero non paga, ma nel frattempo il Municipio - e quindi i potentini - affrontano spese per bollette, pulizie, sicurezza». Ora, «in quel tribunale non lavorano mica solo avvocati potentini».
E ai cittadini che cosa bisogna chiedere? «Onestamente nulla di più, è stato chiesto loro già troppo. In questi giorni, per esempio, sono alle prese con la Tari aumentata, per responsabilità di Regione, Provincia e vecchia amministrazione».
La nuova amministrazione ha davanti una fase politica delicata. Pochi mesi fa l’appello del sindaco De Luca a condividere in modo bipartisan le reponsabilità. «Noi ci siamo - aggiunge Galella - il nostro sostegno c’è. Offriamo la massima disponibilità a risolvere i problemi della città, ma non daremo la disponibilità alla collaborazione con chi ha costruito il disastro in cui ci troviamo». In una parola, discontinuità. «Questo è il criterio, vale in consiglio, vale in giunta».

s.lorusso@luedi.it

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