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Mentre il Comune è a rischio default e senza risorse
alcuni cittadini si rimboccano le maniche per ripartire

Basilicata

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POTENZA - L’idea è arrivata così, «perché se in un posto ci sei, ci vivi, ci lavori, ecco, prendersene cura è normale». Dovrebbe, almeno. Quando poi quel luogo è un pezzo intero di città, in un momento di sofferenza, capita che la voglia di far qualcosa incroci una buona dose di senso pratico e delle esperienze personali. Il risultato, messo a disposizione di tutti, è un progetto di decoro urbano “fatto in casa”. Anzi no, fatto tra casa e botteghe.
A lanciare il progetto “Scegli un vicolo e fallo vivere” sono state alcune amiche, accomunate tra le altre cose dalla passione per il centro storico in cui vivono o lavorano. Antonella Cutolo è architetto, Carmela Nigro e Patrizia Mancino sono commercianti, Cinzia Trotta una residente. Hanno messo insieme le singole professionalità, e armate di entusiasmo, contatti e pazienza hanno allestito un vero e proprio progetto di “adozione” di porzioni del centro.
L’idea è quella della presa in carico, della cura di un vicolo o di un angolo del centro. Significa pulirlo, addobbarlo, presidiarlo. Ne guadagnano il decoro e la sicurezza. E se dopo aver ripulito le pareti imbrattate, i vandali tornassero a scriverci? O magari in pochi giorni ci fosse qualcuno capace di rompere la fioriera appena sistemata? «Noi, e siamo sicure tanti altri che aderiranno, andiamo avanti». Perchè curare i luoghi produce affezione; così aumenta la qualità di uno spazio. Simili iniziative possono anche attivare circoli virtuosi, sperando che la cittadinanza diventi sempre più sentinella del patrimonio comune, per tutelarlo nel quotidiano.
In questo percorso il Comune è un supervisore. L’amministrazione ha accolto di buon grado l’iniziativa: in un momento di crisi economica e in pieno rischio dissesto, la proposta civica è una boccata di entusiasmo, che serve anche da stimolo. Un segnale di ripartenza.
Questo gruppo di cittadine ha consegnato per l’approvazione veri e propri progetti sui luoghi da adottare, indicando le pareti da ripulire, le fioriere da allestire, le piazzette da poter sistemare. L’amministrazione concederà l’autorizzazione dopo una veloce valutazione, così da garantire che i piccoli interventi, come quello sulle pareti o sulle fioriere, siano omogenei con le previsioni dell’ente pubblico. Nessuna installazione strana, colori accesi o arredi fuori contesto. Per il resto, è tutto fatto dai cittadini. Piccole cose, azioni di tutti i giorni, soprattutto una pulizia generale. Privati, residenti, lavoratori dell’area, commercianti contribuiscono in prima persona (prestando l’opera come per la pulizia delle pareti) o con contributi per l’acquisto di vernici o altro materiale. Altri, si spera, si aggiungeranno a sostenere lo sforzo.
Si comincia da vico Cortese, vico San Michele, vico Capitolino, vico Fratelli Santasofia, Quintana Grande. «A volte basta poco, ma bisogna cominciare. In città ci sono altre esperienze di presa in carico di luoghi, come accaduto al parco di Montereale con i Paz. Inutile aspettare sempre l’azione dall’alto, almeno fin dove si può, per quello che ci riguarda direttamente». Un modello che si chiama, spiegano, cittadinanza.

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