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Se a Matera si adduce
che Adduce non si addice

Basilicata

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PUNTUALE, come il lunedì dopo la domenica, arriva la grande questione dell'elezione del sindaco di Matera. Questione che ruota attorno al quesito epocale: Adduce o non Adduce? A festa ancora calda, mentre ancora quella stanchezza fisiologica di una grande marcia vinta dilata l'energia che servirà raccogliere da qui a un attimo per vincere il vero obiettivo, il Pd non si smentisce e ci ricorda che se non si autoflagella non c'è gusto. Per la sintesi con la quale ormai leggo la politica lucana, vorrei spiegare perchè penso che Adduce debba considerarsi fuori discussione.

1) Se il 17 ottobre Matera non fosse stata scelta capitale della cultura, il problema “Adduce non Adduce” non si sarebbe posto. Al sindaco, con ogni probabilità, sarebbe stata addossata la responsabilità totale della sconfitta. Tutto il resto sarebbe passato in secondo luogo. Nessuno si sarebbe ricordato di altro. L'enormità della partita in gioco sarebbe stata tale da dissolvere tutto il resto e concentrare nell'esito della scommessa culturale la ragione stessa dell'ultimo mandato amministrativo.

2) Se questo è vero, non viene considerato vero il contrario. Il processo logico inverso, per quella capacità molto umana ma non per questo sempre razionale, non è così lineare. E davanti alla domanda elementare - perchè Adduce non dovrebbe essere riconfermato sindaco se ha messo a segno un risultato irripetibile? – la risposta disarmante è questa: sì, ma cosa ha fatto per il resto?

3) Il resto a Matera sono di sicuro le grandi questioni che abbiamo raccontato in questi anni: da una maggioranza sfilacciata all'urbanistica, alle mille quotidiane afflizioni di una amministrazione che, almeno, è non è poco, non ha i problemi di voragine come invece il capoluogo e ha dimostrato di avere una visione. E' questa, in genere, la domanda che si rivolge alla politica: qual è la visione? Il sindaco di Matera ha dimostrato all'Italia che una visione ce l'ha. Un altro sindaco al posto di Adduce avrebbe garantito maggiore coesione politica? E attorno a cosa si costruisce la coesione politica? La coesione politica è, in realtà, una perfetta imperfezione. Su cosa Adduce ha fallito se non su quella linea della scadenza della politica che porta avanti ragionamenti del tipo: hai fatto il tuo tempo, ora fatti da parte. Matera non ha ancora compiuto il suo tempo, e Adduce è un reagente di questa miracolosa reazione chimica ancora non giunta a prodotto.

4) Le primarie: si possono fare, certo. Purchè il partito sia sempre coerente. Non si capisce perchè a Potenza non sono state fatte sostenendo che Petrone era frutto di una scelta unitaria (in realtà così non era) e dovrebbero invece farsi a Matera dove il responso popolare c'è già stato ed è quella piazza piena dalla quale non abbiamo sentito un solo fischio, né verso Adduce né verso Pittella né verso tutti gli altri. La piazza, i cittadini, stentano oggi a distinguere tra grandi appartenenze (a meno che non si tratti di movimenti di grande irruenza come il M5S), figuriamoci all'interno dello stesso partito. Vogliono partecipare alle scelte con un accompagnamento politico trasparente, non invasivo, efficiente.

5) La partita di Matera capitale è solo all'inizio. Il traguardo finora raggiunto è storico, nel senso che non si ripeterà più. Ma è il primo passo di una costruzione delicatissima alla quale guarda tutta l'Europa. Da questo momento in poi – come ripete scherzano ma non troppo lo stesso Adduce – si può solo sbagliare. Con un Adduce bis non c'è pericolo, tanto per cominciare, che costruisca il progetto di Matera2019 in funzione di non saprei quale altra candidatura futura sua personale. Ha piuttosto interesse a dimostrare che la commissione ha visto giusto, che il dossier è all'altezza e che la città non dovrà diventare un parco giochi, ma dovrà rinsaldare nella sua autenticità la voglia dei materani di incontrarsi e accogliere. Costruendo legittimi business attorno al flusso dell'accoglienza. In realtà il progetto Matera2019 l'ha costruito una comunità spontanea che il sindaco è riuscito a guidare (perchè la politica serve ancora e molto e anzi dobbiamo pretendere che la politica si occupi delle cose) in funzione di accompagnamento, senza mai essere preponderante. Adduce dovrà occuparsi della città perchè occupandosi della città renderà possibile arrivare al 2019, senza cerchi magici e senza esclusioni.

6)Tutto ciò premesso sarebbe bello anche che la candidatura di Adduce fosse svincolata dal Pd, tanto è collettivo e superiore a qualunque conventicola la posta in gioco. E se davvero Matera è patrimonio di tutti tutti gli altri candidati in pectore non potranno che essere all'altezza di una grande consiliatura di convergenza. Non è in discussione il valore o il disvalore degli altri. Ma si può capire perchè Adduce non si addice?

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