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Parliamo della città
e delle opportunità che ci aspettano

Basilicata

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Il mio cognome (ma anche il mio nome) si presta a facili e divertenti assonanze. Ma dopo la grande marcia che in questi quasi cinque anni abbiamo fatto con l'intera città e con l’intera regione occorre ragionare allargando lo sguardo anche in vista delle elezioni della prossima primavera. Dobbiamo parlare della città e delle fantastiche opportunità che Matera può intercettare insieme a tutti i comuni della Basilicata, a cominciare dal capoluogo di Regione tanto martoriato a causa dei ben noti problemi di bilancio. Dobbiamo parlare del lavoro fatto e della straordinaria portata innovativa del progetto che obbliga tutti noi a interrogarci sulle sfide che ci attendono.

Abbiamo lavorato molto. Abbiamo innanzitutto costruito con tantissimi cittadini una visione di futuro, un orizzonte di città proprio in uno dei momenti più difficili della storia recente. Lo abbiamo fatto in un clima di inedita condivisione comunitaria abbracciando l’intera regione e una parte cospicua del Sud. Abbiamo costruito una partecipazione fortemente istituzionale e fortemente popolare.

E soprattutto abbiamo visto scendere in campo migliaia di persone, di tutte le età. Abbiamo visto scuole, insegnanti e bambini entusiasti di partecipare direttamente a questa sfida, senza mediazioni. Sono le stesse persone, famiglie intere che nel pomeriggio del 17 ottobre, nella piazza San Giovanni (la nostra piazza San Giovanni), hanno urlato di felicità, hanno pianto di gioia consapevoli dello straordinario traguardo raggiunto e dell’impegno che ciascuno di loro ha offerto nell’esclusivo interesse della comunità.

Questa partecipazione, questo impegno collettivo, quelle stesse emozioni esplose in piazza ci danno un messaggio chiaro e preciso: i contenuti e la modalità innovativa con il quale è stato costruito il progetto di Matera obbligano la politica a riannodare i fili di una cittadinanza smarrita facendosi perdonare gli errori commessi (anche in Basilicata), per recuperare la nobiltà del suo ruolo e della sua missione. Matera ci dice che questo è possibile. Noi ci abbiamo creduto e siamo andati fino in fondo anche tra difficoltà e scetticismi, ma forti della prorompente spinta dei cittadini che come noi hanno creduto in questa visione.

Questa spinta deve essere raccolta interpellando le nuove generazioni ad appassionarsi ai beni comuni, ad amare la città, la regione, l'Italia e l'Europa. Come è accaduto per tanti di noi a cui è stata offerta l'occasione di farsi classe dirigente in un tempo diverso da questo. Oggi tocca a coloro che hanno scelto generosamente di mettersi in gioco offrirsi per nuovi e importanti sfide, a cominciare da quella politica.

Di questo bisogna parlare con i giovani, le donne, i creativi, gli artisti, gli innovatori tecnologici, i giovani professionisti in vista delle elezioni comunali. Saranno loro i protagonisti di questa seconda fase che ci accompagnerà oltre il 2019.

Matera Capitale europea della cultura è un evento storico, di livello internazionale senza precedenti che ha guadagnato il giudizio positivo della giuria anche grazie al messaggio di rinnovamento della politica che siamo stati capaci di offrire.

Per tutto questo Matera si trova ancora una volta ad assumere una grande responsabilità nel Mezzogiorno e in Italia: diventare capitale di un nuovo modello di comunità. Più responsabile, più inclusiva, più aperta. Non a caso abbiamo scelto come tema “Open future”. Un futuro aperto per una comunità capace di badare a sè stessa offrendo persino un contributo agli altri. Anche alla politica tocca essere più responsabile, più inclusiva, più aperta.

Nei giorni successivi alla designazione è accaduto qualcosa di splendido: un pezzo grande del Sud e dell'Italia ha vissuto la nostra vittoria come una propria vittoria.

Oggi veniamo chiamati dappertutto per spiegare, condividere, gioire. Sembra quasi sia saltato un tappo e sia sgorgato il meglio di quello che abbiamo dentro di noi. E ciò è accaduto in tutta la Basilicata, in gran parte della Puglia, in tanti luoghi della Campania, della Calabria e in tanti luoghi impensabili d'Italia. Persino a Riva del Garda e ad Aosta, in Toscana come a Roma e persino in Canada e negli Usa. Tutto questo ci assegna una enorme responsabilità. La politica deve essere all’altezza di questa impegnativa sfida.

Matera racconta che non dobbiamo piegarci alla rassegnazione e che è arrivato il tempo di ridare un senso vero, appassionato, sincero a chi opera nelle istituzioni e nella politica. Chi guarda al futuro pensando con i metodi del passato non ha compreso il messaggio che piazza San Giovanni (la nostra piazza San Giovanni) ha voluto consegnare.

A nessuno interessano scambi di poltrone, né manovre politiche sofisticate. Alla comunità interessa solo il futuro della nostra terra. Di questo deve occuparsi la politica esprimendosi con chiarezza e trasparenza.

Matera ha aperto una fase decisiva per la città, per la regione e anche per gran parte del Sud. Ora tocca a tutti e a ciascuno assumere appieno il compito di continuare il cammino nella direzione intrapresa.

 

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