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«Chiediamo verità e trasparenza»
L'appello di Libera alla Corte dei conti

Basilicata

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UNA giornata fitta di incontri quella di ieri per il sindaco e i suoi collaboratori. L’obiettivo è quello di fare il possibile per evitare un dissesto che a questo punto sarebbe deleterio un po’ per tutti.
Una soluzione allo stato di empasse attuale, potrebbe essere rappresentato dall’aiuto (economico) che potrebbe arrivare da un istituto di credito. Chiaramente si sta parlando di ipotesi che devono essere ancora verificate.
In pratica la banca dovrebbe anticipare in un’unica soluzione i 50 milioni (o una cifra di poco inferiore) che la Regione ha promesso di dare al Comune in dieci anni. E’ solo un’idea in una fase embrionale. L’ostacolo, infatti è prima di tutto sulla fattibilità, serve infatti una verifica tecnico burocratica. C’è poi l’altro scoglio da superare. Trovare cioè un istituto di credito che si accolli l’onere di “fidarsi” dell’amministrazione comunale.

Intanto a far sentire la propria voce in merito al possibile dissesto del Comune è il presidio “Libera di Potenza.
In una nota, l’associazione, esprime tutta la sua preoccupazione.
«Se da un lato il commissario ad acta, nominato dal Prefetto, ha definitivamente sancito quello stato di dissesto delle casse comunali che da tempo aleggiava sulla città di Potenza, - spiegano in un comunicato stampa - dall'altro assistiamo da giorni all’estenuante teatrino di una politica che parla sempre più di incontri ai vertici per tentare di salvare la città capoluogo».
Ovviamente per Libera il punto non è il dissesto in quanto tale ma le conseguenze per i cittadini.
«Ci chiediamo - riprende la nota - come sia possibile che un anno fa il consiglio comunale approvava un bilancio magicamente in pareggio, mentre oggi, dopo soli dodici mesi e con una diversa amministrazione, ci si ritrova con un ammanco di 24 milioni di euro? Semplice incompetenza della nuova amministrazione o bilanci approvati nel passato con operazioni contabili al limite del lecito? Chiediamo dunque - e per questo rivolgiamo un appello alla Corte dei Conti, all’attuale sindaco, al Prefetto e all’intero Consiglio comunale - che si proceda con una “operazione di verità e trasparenza”. Insomma che si facciano nomi e cognomi dei responsabili e si chiariscano i fatti che hanno portato al dissesto».
Se non è chiaro il concetto, l’associazione entra più nel dettaglio e anche se non fa nomi, il bersaglio è la passata amministrazione.
«Non possiamo nascondere - scrive il presidio di Potenza di Libera - il fatto che l’intervento proposto dalla Regione Basilicata rischia di nascondere scelleratezze contabili e amministrative, alimentando sempre più il sospetto che dietro il nobile obiettivo di tutelare i cittadini dall’inasprimento di tributi e tariffe, si celi, piuttosto, il tentativo di nascondere responsabilità politiche – se non penali - di chi ha amministrato la città almeno negli ultimi tre lustri. Riteniamo immorale, oltre che irresponsabile, negare ogni addebito, dopo anni di una politica che alla luce di questo dissesto mostra quel volto miope, scellerato, familistico e clientelare con il quale ha messo in ginocchio una città, condannandola ad un triste presente e ad un futuro ancora più oscuro». Parole dure e dirette, dunque che non lasciano adito a interpretazioni. E anche se non fanno nomi, uno dei bersagli è sicuramente l’ex sindaco Santarsiero. «Non vorremmo - spiegano da Libera - che il tentativo messo in atto dalla politica regionale sia in fondo l’ennesimo salvacondotto per esonerare da qualsiasi responsabilità tutte le precedenti amministrazioni, appellandosi, con una prassi ormai stantia, alla coesione e al bene della comunità. Sono tante le famiglie sul lastrico, tante le vite distrutte da una crisi ormai senza fine, tante le fabbriche chiuse e tante le persone senza più un lavoro: ci auspicheremmo anche nei loro confronti operazioni di salvataggio altrettanto coraggiose, invece ci tocca assistere a quella disperazione quotidiana che spesso costringe molti a prostituire la propria dignità proprio con quella stessa scellerata politica che ha mandato in frantumi il capoluogo di regione. Se un qualunque salvataggio deve essere effettuato con i soldi dei contribuenti lucani, pensiamo che il minimo sia garantire ai cittadini il diritto di conoscere e di sapere, oltre che di vivere con dignità».

g. r.

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