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"Mo’ basta”, è il giorno della protesta
In piazza per difendere salute e ambiente

Basilicata

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POTENZA - Più di uno slogan, un grido di dolore, un atto di liberazione: “Mo basta”. E’ arrivato il giorno della grande manifestazione contro le “trivelle selvagge”, quelle autorizzate dal decreto Sblocca Italia, ormai convertito in legge. E’ il popolo della regione del più grande giacimento di petrolio su terraferma dell’Europa occidentale che adesso dice “basta”. Saranno in tanti. L’appuntamento è per le 9.15, in piazza XVII agosto. Poi il breve corteo verso via Pretoria, prima degli interventi. Ad accoglierli sarà piazza Mario Pagano, la più importante del capoluogo, il “salotto buono” della città che per un giorno ospiterà la “rivolta” in nome della difesa del territorio. Anzi - da programma - il presidio dovrebbe andare avanti per cinque giorni. Arriveranno da molti comuni della Basilicata, ma anche da fuori regione. Più di 70 associazioni, liberi cittadini, rappresentanti istituzionali, sindaci. E soprattutto molti studenti. Anche alcuni partiti hanno confermato la propria presenza come Fratelli d’Italia e Italia dei valori. Ci saranno anche gli esponenti di M5S, anche se i pentastellati hanno dato ufficialmente appuntamento alla protesta che si terrà domani a Scanzano. Le adesioni sono cresciute di ora in ora per quella che si preannuncia come la manifestazione contro il petrolio più imponente che la regione abbia mai conosciuto.
Una mobilitazione preparata da giorni e che ha viaggiato molto anche in rete, con il coinvolgimento di molta gente comune che chiede al Governo e alla Regione di cambiare strada: «La ricetta per lo sviluppo non può essere rappresentata dallo sfruttamento delle risorse fossili che nuocciono ai cittadini e ai territori». Soprattutto adesso che lo Sblocca Italia, convertito in legge, toglie alle Regioni qualsiasi competenza a decidere su autorizzazioni ambientali e titolo concessorio unico.
Una manifestazione senza colore politico, hanno spiegato più volte gli organizzatori che mirano a coinvolgere soprattutto la gente comune.
E mentre la città si prepara ad accogliere i manifestanti, da viale Verrastro fanno sapere, che proprio in vista della mobilitazione di piazza Pagano, si è deciso di rinviare la conferenza stampa che il presidente Pittella avrebbe dovuto tenere, in contemporanea con il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza.
Dopo i messaggi di vicinanza del sindaco del capoluogo, Dario De Luca e soprattutto quello dei vescovi ( a cui ha replicato il governatore Pittella, esprimendo loro rassicurazioni), continuano le note di sostegno ai manifestanti. Anche l’associazione nazionale Green Italy ha fatto sapere che sarà presente al presidio. «Ci uniamo all’urlo “Mo’ basta!” che i cittadini, le associazioni e i comitati lanceranno - è l’annuncio del coordinatore, Fabio Granata. Quella dello Sblocca Italia è un’idea di politica energetica vecchia e vantaggiosa solo per le lobby petrolifere, mentre è a portata di mano la possibilità di una riconversione ecologica dell’economia, per liberare i territori che sono stati teatro di un modello produttivo basato sul fossile». Più di 70 associazioni hanno sottoscritto il documento “Cultura versus il petrolio” che oppone la recente vittoria di Matera, capitale della cultura 2019, allo Sblocca Italia. «Non si può contemporaneamente investire sulla cultura e poi sfregiare quello spazio entro cui operare: sembra chiaro che un modello di sviluppo che basa il presente e il futuro di queste terre su un percorso incerto, potenzialmente dannoso e a breve termine».

m.labanca@luedi.it

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