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M5S prepara un’altra Scanzano
Domani il raduno e poi il corteo con Liuzzi e Petrocelli

Basilicata

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GLI organizzatori sono loro, gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Ma la manifestazione di domani mattina contro le trivelle, e in particolare contro lo Sblocca Italia che da qualche giorno è diventato legge, «non avrà colore politico, sarà aperta a tutti».
Ci saranno molte associazioni ambientaliste, ma anche altre organizzazioni che con l’ambiente c’entrano poco come quella delle mamme di Matera. Accomunati tutti da una battaglia combattuta nel nome della salute dei cittadini e la tutela del territorio.
La scelta di Scanzano - il punto di raccolta è nel largo nei pressi del Madis da dove alle 10 partirà la marcia - chiaramente non è casuale. Dalla città della Basilicata da cui nel 2003 si riuscì a fermare il progetto di realizzazione del deposito unico di scorie nucleari, si spera di mettere fine «a un’altra forma di scempio del territorio».
E’ una delle 50 manifestazioni organizzate dal Movimento 5 Stelle in tutte le regioni interessate dalle estrazioni “sbloccate” dal Governo Renzi. Su terraferma e in mare. A Scanzano arriveranno delegazioni da Campania, Clabria, Abruzzo, Molise, Puglia e Sicilia. Ci saranno i parlamentari lucani pentastellati, Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli. Mentre, l’eurodeputato Piernicola Pedicini parteciperà alla manifestazione di Pescara. Lo ha spiegato, ieri mattina, il consigliere regionale, Gianni Perrino, in una conferenza stampa convocata per spiegare le ragioni della protesta. Obiettivo: creare la più netta opposizione alla previsioni dello Sblocca Italia e in particolare all’articolo 38, cioè quello che sposta le competenze in materia ambientale da territorio a Roma. «Bisogna sensibilizzare la popolazione - ha detto il consigliere regionale - La Basilicata non è uscita vincente dalle trattative, come vogliono farci credere, ma nella legge ci sono ancora tante criticità: oggi tutto rischia di andare nelle mani dello Stato, e questo non è accettabile».
Insieme a Perrino anche Francesco Suriano, organizzatore della protesta a livello nazionale. «Le risorse fossili non sono utili, nè in termini ambientali, nè in termini occupazionali. Al di là delle inutili promesse, il petrolio non porta lavoro, mentre causa inquinamento. In più la nuova legge inserisce un principio inaccettabile: non possiamo subire i diktat dello Stato.
Durante la conferenza stampa, anche le testimonianze dirette, raccolte a telefono in viva voce. Gianluca Cirelli, biologo, del centro di recupero degli animali selvatici del Wwf di Policoro, mette in guardia rispetto ai tanti pericoli legati alle estrazioni in terra e in mare, non solo in termini di minaccia alla biodiversità, ma anche di salute dei cittadini. Parla in nome delle mamme dell’associazione di Matera, Stefania Mele.
«Domani ci saremo per noi stesse e per i nostri figli. Chiediamo alla Regione di invertire la marcia: non più greggio, ma rinnovabili. Non siamo vicine al Movimento 5 Stelle.
Ma capiamo l’importanza di scendere in piazza per difendere i nostri diritti, e speriamo nella più ampia partecipazione.
Perrino e Suriano concludono: «il popolo lucano non può subire lo scempio autorizzato da Renzi e Pittella». E il consigliere attacca: «Il governatore ha cantato vittoria per quattro spiccioli. Una miseria che è stato costretto ad ammettere, vista la decisione del Consiglio di andare avanti dinanzi alla Corte Costituzionale sulla legge sulle royalty dello scorso giugno. Ora impugni l’articolo 38».

marlab
m.labanca@luedi.it

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