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Da Scanzano l’urlo a 5 Stelle
«Basta trivelle in Basilicata»

Basilicata

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SCANZANO JONICO - No allo “Sblocca Italia”: il popolo del Movimento cinque stelle si é dato appuntamento ieri mattina a Scanzano Jonico, nel piazzale adiacente al Miceneo Palace Hotel, per far sentire la propria voce.
Molti i giovani che hanno preso parte alla mobilitazione organizzata da M5S, ma che voleva essere una protesta senza colore politico. É giunto anche qualche autobus da fuori. Un grande spiegamento di forze dell'ordine, anche per il contemporaneo svolgimento del mercato che mensilmente si tiene nella zona e che ieri, essendo domenica, é stato particolarmente frequentato.
Oltre ai penta stellati alla manifestazione voluta proprio nel luogo simbolo della rivolta lucana per eccellenza, ha preso parte anche il responsabile del Wwf di Policoro, Antonio Colucci e diversi esponenti di Legambiente le cui bandiere si sono miscelate con quelle dei grillini, oltre ad altre associazioni.
Presenti i due parlamentari lucani del Movimento, il senatore Vito Petrocelli e la deputata Mirella Liuzzi.
Insieme ai due consiglieri regionali, Gianni Leggieri (capogruppo) e Gianni Perrino hanno animato la manifestazione e sostenuto la base del movimento che di petrolio in Basilicata non ne vuole sapere.
Nella folla c’è anche un manifestante che ha portato con se una botte nera come il petrolio con su scritto un ironico “Aglianico del Pertusillo”.
Petrocelli ha parlato di «politica scellerata del governo Renzi», che come i precedenti «guarda alle estrazioni del petrolio come forma di sviluppo».
«In Italia - ha aggiunto - il potere è legato alle lobby del petrolio. Noi siamo contrari alle estrazioni. Su questo Renzi é distante. Tra l'altro abbiamo una certezza: la Basilicata é ultima negli ultimi 25 anni per Pil e sviluppo sociale. Ci sarebbe più sviluppo a nostro avviso se si puntasse sull'uso delle fonti rinnovabili. Pittella e Speranza fanno il gioco delle tre carte. Uno fa il poliziotto buono e uno il cattivo. E viceversa. Ma la verità - ha concluso - é che il Pd ha un atteggiamento servile nei confronti delle lobby petrolifere. Noi facciamo il tentativo di coinvolgere la parte più sana della regione. Una parte del Pd é sinceramente contraria. Molti hanno detto 'il decreto non mi piace ma lo voto'. Noi ci poniamo come obiettivo quello di ottenere la moratoria sulle estrazioni».
La portavoce alla Camera, Mirella Liuzzi ha esordito dicendo: «Siamo qui per dire il nostro no convinto alle estrazioni. Chiediamo al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, di ricorrere alla Corte costituzionale. Fino a pochi giorni fa si parlava di vittoria ora invece ci ci sta ripensando. Renzi usa gli stessi numeri (royalties e posti di lavoro, ndr) che usava il ministro Passera col governo Monti. Il nostro petrolio - ha continuato - é di bassa qualità e per estrarlo é necessario usare tecnologie molto sofisticate. Le compagnie petrolifere però trivellano lo stesso perché ci guadagnano. Così aumenteranno le trivellazioni e prenderemo il solito piatto di lenticchie. Lo sviluppo non c’é mai stato. Il territorio é inquinato e la regione si é impoverita. Chiediamo a pertanto a Pittella di impugnare il decreto come hanno fatto altre Regioni tra cui la vicina Puglia». La protesta di ieri, incentrata sullo "Sblocca Italia", si é tenuta in concomitanza in otto regioni: quelle interessate dalle prossime estrazioni. Sul posto, anche se solo di passaggio, anche il capogruppo alla Regione di Centro democratico, Nicola Benedetto. Anche lui lo ha detto chiaramente: « Bisogna impugnare l'articolo 38 del decreto. É quel che penso, l'ho detto anche in Consiglio".

m.labanca@luedi.it

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