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Sblocca Italia, Pittella incontra Speranza
Dai due un no secco a impugnare l’articolo 38

Basilicata

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POTENZA - Quarantotto ore dopo va di scena comunque il Pittella - Speranza: “insieme” per spiegare tutto il buono che c’è nello Sblocca Italia. Si è svolto ieri mattina l’incontro al primo piano del palazzo della Regione tra il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella e il capogruppo del Pd alla Camera dei deputati, Roberto Speranza. Incontro che in un primo momento era previsto per sabato scorso ma che poi, per evitare la concomitanza con le proteste di piazza, è stato rinviato a ieri.
Il canovaccio era comunque chiaro: prima un incontro privato tra i due nella stanza del governatore e poi conferenza alla presenza della stampa. E i due hanno confermato anche nelle parole una sintonia raggiunta. Più che sulle questioni politiche interne al Pd la sintonia è stato ribadito a più fasi è sul merito dello Sblocca Italia e sulla difesa della Basilicata in tema di petrolio ed estrazioni.
Ma se da un lato è certamente sbagliato parlare di un asse politico è vero invece che i due hanno preso una netta distanza dall’impugnativa sull’articolo 38 del decreto. Politicamente questo si traduce in un doppio netto “no”. Non solo all’impugnativa contro il governo ma anche (e forse soprattutto) alla posizione che è stata assunta in questi giorni da un altro esponente di spicco del Pd lucano e cioè Piero Lacozza. Perchè quando Speranza e Pittella spiegano che non c’è motivo per immaginare un’impugnativa e Lacorazza invece insiste per il contrario è evidente che le due posizioni sono diventate inconciliabili.
Ovviamente c’è molto di più nella conferenza di ieri. Speranza e Pittella hanno spiegato punto per punto ogni passaggio ottenuto nello Sblocca Italia a favore della Basilicata. E contro i no della piazza i due big hanno elencato le ragioni del sì. In tal senso una parte fondamentale della conferenza è stata dedicata alle misure di tutela e di controlli per la salvaguardia della salute, del ambiente e del territorio già previste.
La conferenza in ogni caso è vissuta in due momenti. La prima parte con le dichiarazioni di Pittella e Speranza che subito dopo ha lasciato la Regione per impegni da capogruppo alla Camera. Nel pomeriggio infatti a Roma si è svolta una riunione del Pd preparatoria del vertice voluto da Renzi con tutte le forze politiche che lo sostengono per affrontare il tema caldo della legge elettorale.
Rimasto solo (in realtà ai lati del tavolo hanno preso posto per tutta la durata dell’incontro i due consiglieri regionale Mario Polese e Vito Santarsiero proprio a rappresentare plasticamente le due aree del Pd che si rifanno a Pittella e Speranza in Consiglio) Marcello Pittella ha mostrato delle slide in cui punto per punto è stato mostrato il percorso degli accordi petroliferi prima e dopo lo “Sblocca Italia”.
E Pittella ha subito rilanciato: «In dieci mesi abbiamo accelerato, conseguendo risultati che inseguiamo da anni. Partivamo da una situazione di svantaggio con 35 milioni persi a favore della Liguria e del Veneto (sul bonus idrocarburi), rischiavamo di perdere 150 milioni di euro del fondo idrocarburi per il 2010 e 2011 e il bonus carburante toccava a tutti, indistintamente per fasce di reddito. Era stato tradito lo spirito del memorandum riconoscendo con il decreto Zanonato-Saccomanni alle Regioni dove si estraggono idrocarburi solo un tetto di 50 milioni di euro e solo per le nuove estrazioni effettuate da società appositamente costituite».
Pittella quindi non si è fatto pregare per passare al contrattacco mostrando articoli di stampa degli scorsi giorni in cui si parlava dell’allarme lanciato da esponenti del M5s su possibili estrazioni in Basilicata di greggio attraverso il metodo “Fracking”. «Cialtronerie». le ha definite Pittella che ha quindi spiegato che si tratta di «sciocchezze» in quanto il metodo è vietato. Non solo. Pittella ha tuonato sempre definendole «cialtronerie» anche le tesi «fatte circolare su un ipotetico scambio tra petrolio e Matera capitale della cultura 2019».
E nel suo stile Pittella ha ancora alzato i toni per spiegare: «Non vogliamo alcuna gruviera in Basilicata, faremo tutto ciò che è possibile per difendere l’ambiente e la salute dei lucani, saremo intransigenti e metteremo in campo ogni controllo
possibile». In conclusione quindi il governatore ha spiegato perchè non ha intenzione di impugnare il decreto: «Sono norme che vanno della direzione di una sburocratizzazione e della certezza del provvedimento. La Regione continuerà a far sentire la sua voce nelle attività preliminari e in quelle precedenti a ogni autorizzazione e lo dimostrerà con i fatti».
In precedenza Speranza aveva parlato di «un risultato straordinario per la Basilicata. O la Basilicata si unisce e ha la forza di mettere avanti l’interesse della collettività oppure non vince le partite. Nella stessa settimana in cui il presidente della Conferenza delle Regioni Chiamparino apre il fuoco di fila contro Renzi perché il governo ha tagliato 4 miliardi di euro al sistema Regioni, la Basilicata, con un emendamento sull’Ires, riesce ad ottenere risorse importanti. Ci sono le condizioni per costruire un nuovo vero patto tra il governo nazionale e la Basilicata e io mi adoperò per la funzione che ricopro».

s.santoro@luedi.it

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