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"No" al petrolio, gli studenti non mollano
In più di mille davanti al Palazzo della Regione

Basilicata

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POTENZA - In viale Verrastro gli assedi al Palazzo non sono certo storia nuova. Ma ieri mattina faceva un certo effetto vedere così tanti giovani al posto dei soliti volti che generalmente animano la protesta. Differenti per età e soprattutto per motivazione. A interpretare il dissenso rispetto alla linea della Regione sullo Sblocca Italia e quindi sul petrolio, sono stati i molti, moltissimi studenti degli istituti potentini. Più di mille, secondo la Questura. Due mila per gli organizzatori. C’erano anche le associazioni, ma, ancora una volta (come nella manifestazione di sabato scorso) troppo pochi, gli adulti. Sono in molti a fare i calcoli: in tanti, sì, anche perché meglio in piazza che a scuola. Ma tra coloro che ieri hanno aderito alla protesta c’è anche la consapevolezza crescente di un futuro che dipende da come sapranno costruirlo in prima persona, fin da ora.
I manifestanti sono partiti in corteo da piazza don Bosco per raggiungere la sede istituzionale per eccellenza della regione. Hanno portato al Palazzo la richiesta di impugnare l’articolo 38 dello “Sblocca Italia” che toglie le competenze ai territori in fatto di autorizzazioni ambientali per trasferirle a Roma. “Trivelle a casa di Pittella”, “Pittella, esci fuori e vieni a confrontarti dal vivo”, sono gli slogan che rimbombano davanti alla sede della Giunta regionale. Il presidente riceve una delegazione di studenti che lo ha ricevuto personalmente.
I componenti della delegazione chiedono al governatore lucano di «difendere la Basilicata», impugnando il decreto, perché con le nuove norme «la regione sarà trivellata in ogni angolo».
Mentre alla manifestazione continuano le voci di protesta, all’interno Pittella spiega alla delegazione: «Quando durante la campagna elettorale abbiamo parlato di estrazioni abbiamo affermato che non ci saranno trivellazioni in mare e che non si andrà, su terraferma, oltre gli accordi del 1998 e del 2004. Il nostro messaggio era chiaro, e lo rispettiamo, ma non accettiamo la disinformazione. Quando, dopo 15 anni, il petrolio non ha determinato lo scatto in avanti delle aree in cui si estrae - ha spiegato ancora il presidente della Regione - allora serve una battaglia diversa, per fare in modo che con i proventi si possa aiutare chi è in difficoltà: è questo l’obiettivo della social card e del reddito minimo, che però hanno bisogno di risorse economiche, che vogliamo prendere dai proventi, fuori dal patto di stabilità, e dalle tasse imposte alle compagnie, che devono restare in Basilicata. Noi - ha concluso - abbiamo le armi e gli strumenti di legge per far valere la nostra potestà, che è vincolante».
Rispondono alle dichiarazioni del presidente, i parlamentari di Sel, Antonio Placido e Giovanni Barozzino. «La presenza di centinaia di giovani contro quell'ipoteca posta sul futuro di un intero territorio dalla coppia Renzi-Pittella - si legge nella nota a loro firma - testimonia, ancora una volta, della distanza che misura e segna il sentire delle lucane e dei lucani da quello dei loro governanti. Puntare su un modello di sviluppo tutto fondato su fonti fossili nel pieno di una catastrofica crisi ambientale quale quella in cui si trova l'intero pianeta è semplicemente un modo folle per affermare un'arroganza e una cecità senza precedenti. Noi parlamentari lucani di Sinistra ecologia e libertà continueremo a stare al fianco di tutte quelle realtà che, al bonapartismo che fa scempio del futuro della Basilicata e del diritto alla salute pubblica dei suoi cittadini, contrappongono un futuro fondato su democrazia, partecipazione e dignità». E, infatti, la protesta degli studenti non si ferma. Saranno di nuovo in corteo, questa mattina, con partenza alle ore 9 e 30 da piazza Bologna. Destinazione: la sede dell’Arpa Basilicata. «Questo a significare - fanno sapere - che la lotta a protezione dell'ambiente delle nostre terre non finisce qui».

m.labanca@luedi.it

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