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Noi stiamo
dalla parte della Basilicata

Basilicata

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CARO direttore,
togliamoci subito il pensiero. Qui bisogna capire da che parte si sta. Bisogna capire se si sta dalla parte di Renzi o dalla parte della nostra meravigliosa terra e dei lucani.
Bene, noi siamo senza “se” e senza “ma”, dalla parte della Basilicata; senza voler mettere il cappello in testa a nessuno, né fare i masaniello da strapazzo, nè tanto meno pensare di poter plasmare il pensiero delle migliaia di giovani lucani che sono scesi in piazza sabato e stamattina. Non è nel nostro costume e nel nostro agire sottovalutare l’intelligenza altrui e non rispettarne la libertà. E siamo dalla parte della nostra terra perché, siccome siamo abituati a leggere e comprendere ciò che sta scritto nelle cosiddette “carte”, riteniamo che gli articoli 36, 36 bis, 37 e 38 del decreto legge “Sblocca Italia”, sono una svendita totale, e a ottimo prezzo, della nostra terra alle compagnie petrolifere.
E chi nega ciò, evidentemente, non ha letto le carte, o le ha lette e non le ha capite, o le ha lette, le ha comprese e mente, sapendo di mentire.
Il governatore Pittella e l’onorevole Speranza, non hanno chiarito assolutamente nulla; stanno solo cercando di rivoltare la frittata, volendoci far credere il contrario di ciò che è scritto nero su bianco. Li comprendo, è scritto pure nella Bibbia: “Nessuno può servire a due padroni: odierà l’uno e amerà l’altro; Voi non potete servire Dio e Mammona”. Non si può piacere a Renzi a Roma e contrastarlo aspramente in Basilicata.
Diciamo le cose banalmente come stanno: in questa regione non arriverà il becco di un centesimo in più, se non aumentando le estrazioni rispetto a ciò che è già stato pattuito prima del 12 settembre 2013. E questo “di più” lo deciderà solo ed esclusivamente il ministero e quindi il governo nazionale. Il quale deciderà pure dove e quando questo “di più” deve essere tirato fuori, che si tratti del nostro giardino, piuttosto che le spiagge di metaponto.
Il limite di 154 mila barili al giorno non ha alcuna valenza. Perché questa quantità è già stata pattuita negli accordi del ‘98 e successivamente con gli accordi sottoscritti per “Tempa rossa”.
In ultimo, ma non per ultimo per importanza, davvero non comprendo, caro direttore, dove vuole arrivare paragonando il rosso del Mediterraneo con il nero del petrolio. Diciamoci le cose come stanno: non è che ogni qualvolta qualcuno propone di regolamentare i flussi migratori in modo da garantire la giusta accoglienza ai fratelli africani, qualcun altro può, ipocritamente, lanciare accuse di razzismo. Dal primo giorno che ho deciso di occuparmi attivamente di politica, l'ho fatto ripudiando ogni forma di discriminazione razziale, religiosa e sessuale. Ed in questo giorno non voglio che le mie mani siano macchiate di rosso sangue dei nostri fratelli africani abbandonati nel nostro mediterraneo, nè del nero del nostro petrolio, su cui ha messo le mani chi pensa che la Basilicata non esiste e che i lucani sono un popolo di emigranti. Chi dice "no" a questo modo di voler sfruttare le nostre ricchezze ambientali, non sono nè antagonisti, nè reazionari. Sono solo lucani liberi e di buon senso.
E chi ha più di 18 anni e vuole essere all’altezza di una discussione, si deve leggere le “carte”, deve capirle e soprattutto non raccontare fesserie in giro. In nome dell'onestà intellettuale e del popolo che si rappresenta.

*consigliere provinciale Fratelli d'Italia

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