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Rimpasto o non rimpasto?
I soliti dubbi Pd

Basilicata

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POTENZA - Santochirico, Braia, Santarsiero, Valvano, Galante. O ancora Pietrantuono, Benedetto, Lacorazza, Cifarelli. Tutti nomi validi. Ma la lista potrebbe proseguire. Tutti possibili aspiranti assessori. Perchè è ormai evidente che anche se a fari spenti si inizia a ragionare su quella che potrebbe essere nuova giunta regionale.
Ma la questione non è a scadenza immediata: Marcello Pittella non cambierà nulla nella squadra dei suoi quattro assessori tecnici fino all’inizio del prossimo anno. Ma non è poi un termine così lontano per i tempi della politica.
Tanto più che alcune caselle vanno incastrate anche con altre postazioni. Candidatura a sindaco di Matera in primis e poi anche per chiudere una volta per tutte la partita congressuale del Pd: Antonio Luongo è stato eletto segretario lo scorso agosto ma deve ancora essere composta la Direzione del partito e deve essere sciolto il nodo della presidenza regionale del Pd e scelto anche il vice di Luongo. E poi c’è tutta la partita interna al centrosinistra (e allo stesso Pd) sull’impugnativa all’articolo 38 dello Sblocca Italia. Con Lacorazza che però sembra essere rimasto in una posizione isolata contro il decreto Renzi.
Una cosa alla volta. In ogni caso assume una sempre più particolare importanza l’assemblea regionale del Partito democratico di domenica promessa. Ammesso che la data venga confermata. Pare di sì, ma più di qualcuno nelle ultime ore ha palesato più di qualche dubbio. Manco a dirlo, tutto passa per il campo centrale che è sempre quello democratico. Ovvio però che se si parla di prossima giunta, Pittella non si farà “servire” una squadra di assessori tutti targati Pd.
Ma la questione nel partito di Luongo è a un punto cruciale. Non solo per le questioni legate alle poltrone. Il tema petrolio rischia di consegnare una maggioranza allargata (luonghiani - pittelliani) con in minoranza i soli civatiani del duo Lacorazza - Paradiso.
Ma la nuova convergenza terrà anche in prospettiva furura giunta regionale. Non è un mistero infatti, che sia partito per primo Vincenzo Folino che chiede a Pittella di dimostrare nei fatti di aver accettato la vittoria di Luongo.
Come primo atto Folino e i suoi chiederebbero a Pittella di rinunciare alla giunta tecnica nominando per primo Vincenzo Santochirico. Diventerebbe quasi automatica così la nomina in giunta anche di Luca Braia (anche se per lui è già stata prenotata la carica di presidente del Pd lucano. L’unico a non gradire questa soluzione sarebbe proprio lo stesso Braia.
Ad ogni modo l’ingresso di Braia e Santochirico in una possibile nuova giunta aprirebbe una autostrada per la ricandidatura a sindac di Matera per Salvatore Adduce.
La questione non è comunque così semplice. Perchè esiste anche una strada interna. E cioè la promozione ad assessori di qualche attuale consigliere. In pole per il Pd: Santarsiero, Lacorazza e Cifarelli. Buone possibilità per una giunta di coalizione anche per Galante di Realtà Italia, Benedetto di Centro democratico e Pietrantuono del Psi. Forse è ancora prematuro parlarne perchè non è stato trovato l’accordo nemmeno sul nuovo Statuto. Ma qualcosa si muo. Anzi. Molto più di qualcosa.
Intanto da Roma arrivano notizie non allarmanti almeno per quanto riguarda la durata della legislatura nazionale. Insomma non dovrebbero iniziare già le grandi manovre per le politiche. Renzi avrebbe ottenuto il sì dei minori sulla riforma della legge elettorale e avrebbe assicurato di puntare al 2018. Anche continua il braccio di ferro con Berlusconi.

s.santoro@luedi.it

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