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Potenza verso il dissesto
Primo sì alla bozza dei fondi europei

Basilicata

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POTENZA - «Mi devono spiegare dove sta la novità? Che differenza c’è tra il prima e il dopo? È questo il nuovo?». Orazio Colangelo è il presidente del comitato di quartiere di rione Lucania, un quartiere dove «non abbiamo mai elemosinato l’impegno dell’ente pubblico e nei momenti di difficoltà abbiamo sempre agito dal basso, con l’impegno di cittadini e privati, per incidere con le piccole cose sulla qualità della vita». Per questo, dice, ora è molto critico. «La nuova amministrazione e un po’ tutti i consiglieri comunali stanno puntando sull’ascolto, dicono che la città potrà partecipare finalmente alle scelte. Poi però un tema così importante come la rimodulazione dei fondi europei va avanti senza neanche incontrare i comitati. A che servono? È questa la condivisione con la comunità?».
Colangelo richiama il lavoro di rimodulazione di un pezzo del fondo sociale europeo destinato alla città di Potenza.
La terza commissione consiliare ha analizzato la bozza dell’esecutivo e proposto nuovi cambiamenti: ieri il via libera a un documento che nelle prossime ore la giunta dovrà valutare, prima che l’argomento arrivi in consiglio comunale.
La rimodulazione riguarda progetti per circa 26 milioni di euro che dovranno essere sottoposti alla Regione Basilicata entro fine novembre, pena la perdita dei fondi.
L’assessore alla Programmazione Leonardo Cuoco ha lavorato a una bozza di rimodulazione della proposta lasciata in eredità dall’amministrazione Santarsiero. Ha poi sottoposto la bozza alla terza commissione consiliare che ha fatto, a sua volta, delle controproposte su singoli progetti o spostamenti di risorse.
La tempistica come criterio principale: gli amministratori hanno cercato di eliminare interventi non urgenti o quelli troppo complicati per prevederne l’affidamento entro dodici mesi.
«Non ne sapevamo nulla non siamo stati interpellati - protesta Colangelo - Eppure ci sono interventi rionali che proprio i fondi europei potrebbero finanziare». Al di là dei singoli progetti, è la consultazione mancata a non andare giù al presidente del comitato. «I tempi stretti non possono essere una giustificazione. Il consigliere Giuzio (FdI) per esempio - aggiunge Colangelo - spiega da giorni di aver attivato un tour tra i quartieri per conoscere esigenze, proposte, idee. Ma di che consultazione parliamo se poi per una scelta tanto importante come quella dei fondi comunitari i cittadini non possono esprimere un parere? Se l’amministrazione garantisce nuove modalità di azione, noi poi ce le aspettiamo».
Rispetto alle previsioni della scorsa consiliatura il cambiamento più importante riguarda la scuola di Macchia Romana. Eliminato il progetto, la somma liberata è servita a programmare altri interventi. Compreso, per esempio, quello del collegamento verticale pedonale tra università di Macchia Romana e fornace Ierace, eliminato nella bozza di Cuoco. Dall’elenco è stato depennato anche il passaggio pedonale sul Nodo Complesso, per cui era già stata fatta la progettazione. Per questo uno dei punti messi a verbale prima del voto - il documento è stato approvato a maggioranza con il voto contrario di Centro Democratico - riguarda la prospettiva della programmazione. Ciò che è stato eliminato in questo blocco, potrebbe essere inserito nella prossima tranche di programmazione dei fondi comunitari: a disposizione della città di Potenza, per il quinquennio 2014-2020, ci sono 90 milioni di euro.

s.lorusso@luedi.it

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