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Le priorità per il 2015
«Matera sarà capofila di sperimentazione»

Basilicata

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«CREDIBILITÀ politica, coordinamento con le realtà del territorio, formazione e una capacità di spesa più efficace e leggera che permetta di muoversi in maniera veloce». Sono le priorità che Paolo Verri delinea per il 2015 per la città di Matera, capitale europea della cultura del 2019. Il direttore di Matera 2019 spiega le scelte da fare e i diversi passaggi e non manca di rispondere ad alcune domande specifiche.
«La prima cosa che abbiamo cominciato a fare è avere una stretta interlocuzione con il Governo, abbiamo parlato con il ministro, con il sottosegretario D’Andrea, abbiamo verificato uno straordinario interesse, entro il 15 di dicembre intendiamo definire un elenco di tutti i Ministeri con i quali intendiamo in qualche modo rapportarci ed avviare una serie di progetti di sperimentazione, Matera dovrà essere una sorta di capofila di una serie di modelli diversi, sarà un luogo in cui si possono sperimentare cose diverse, fare una vera politica innovativa.
Poi provvederemo anche ad entrare in un rapporto sempre più stretto con il network delle altre capitali della cultura, abbiamo avuto rapporti con Tallinn e La Valletta ma ora vogliono averne anche con gli altri e sarà percorso importante nei primi mesi del 2015.
Il terzo punto è un rapporto stretto, di vero coordinamento con le attività culturali lucane. Un aspetto per il quale abbiamo ricevuto anche delle critiche ma prima dovevamo pensare al dossier, oggi dobbiamo stringere questo rapporto e lavorare tutti insieme. In questo senso chiederò alla Regione di risolvere la questione dei fondi attesi dalle associazioni culturali, un problema quello dei tempi di pagamento non espletati che mi sento di fare direttamente mia».
Verri individua anche una necessità per la Fondazione: «cioè quella di avere una certa liquidità, oggi abbiamo gravi sofferenze ed attese. Bisognerà invece pagare a 30 giorni, per risolvere il problema penso come hanno fatto a Genova nel 2004, come ho fatto anche a Torino a Fondazioni di Credito che diano garanzie di risorse in modo che si possa avere almeno 1,5 milioni di spesa da poter sostenere durante l’anno».
Poi un messaggio chiaro ad alcune tentazioni ricorrendo alla simbologia cara ai materani del Carro della Bruna: «è questo il momento in cui il Carro che abbiamo costruito va lasciato intatto, preservato e fatto camminare. Non si può pensare di salire sul Carro per portarne via un pezzo».
Altro aspetto sarà quello della formazione: «ci occupiamo di formare almeno 25 project manager, dei mediatori culturali e chi lavora nella pubblica amministrazione, è in queste attività il vero patrimonio che verrà lasciato al territorio».
Verri non manca di fare anche alcune battute a cominciare dalla questione infrastrutturale che ha catalizzato l’attenzione di queste settimane: «mi pare che pochi giornali nazionali hanno fatto un vero sforzo andando oltre la questione oleografica. C’è stata una certa superficialità. Io credo che in futuro c’è la necessità di un collegamento tra Trenitalia e Fal, di un biglietto che accompagni fino a Matera, c’è bisogno di risolvere i problemi dei passaggi a livello e portare il treno Matera-Altamura-Bari da 1h e 14’ attuali a 45 minuti e c’è poi da partire anche con una sperimentazione turistica. Il massimo sarebbe, una svolta, l’alta velocità Napoli-Bari. Non dipende da noi ma ci riguarderebbe certamente».
Rispetto alle parole del direttore di Siena Sacco che ha parlato dopo il verdetto di un modello innovativo (Siena) ed uno che definisce l’Italia attuale (Matera), la risposta di Verri è stata: «Noi abbiamo pubblicato il nostro modello sin dal primo minuto, di quello di Siena e del suo bid book non so ancora nulla. Ritengo che il nostro sia stato un modello abbastanza innovativo, così ritenuto dalla giuria che ha esaminato il dossier di candidatura. Il concetto di abitante culturale è diventato argomento e definizione comune mentre i concetti di salute e cultura che ritrovo nell’esperienza di Siena sono quelli del rerum natura di Lucrezio. Comunque sono pronto ad un confronto pubblico su queste questioni».
Infine la politica, le elezioni Comunali. Possono distrarre Matera dall’obiettivo e dal percorso verso il 2019? «Direi di no, il pericolo ci poteva essere prima della decisione, durante la candidatura. Ora la macchina è indirizzata e ciascuno sceglierà».

p.quarto@luedi.it

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