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Intanto via libera al bonus gas
Riparte il tavolo con Eni e Shell

Basilicata

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POTENZA - E’ ripreso martedì il tavolo tecnico tra i comuni della Val d’Agri, Regione Basilicata, Sel, Eni e Shell sulla «compensazione per lo sviluppo territoriale» legata all’aumento di produzione di petrolio e gas in Val d’Agri. Una «contribuzione in natura» da 45mila metri cubi di gas al giorno destinata a trasformarsi in un “bonus gas” da 5milioni di euro all’anno per i 10 comuni dell’area delle estrazioni.
L’incontro è stato aggiornato a data da destinarsi per valutare la fattibilità e i dettagli operativi del progetto di conversione in moneta sonante delle quantità pattuite a settembre del 2013 tra il comune capofila di Viggiano e le compagnie. Ad oggi sembra quindi accantonata in maniera definitiva l’idea di realizzare una rete intercomunale di distribuzione del gas con un autonomo un impianto di stoccaggio, che avrebbe abbattuto il valore della «contribuzione» per gli elevati costi di gestione. Ferma restando la destinazione del bonus che secondo le “linee guida” approvate in una delle ultime sedute della giunta De Filippo andrà speso per «usi sociali, prioritariamente (consumi domestici, ospedali, scuole e centri anziani, famiglie)». E in secondo luogo per sostenere i consumi dei piccoli imprenditori della zona abbattendo la bolletta energetica di chi ha scelto di lavorare nel primo distretto petrolifero lucano.
All’interno delle “Linee guida” sottoscritte a settembre del 2013 dall’ex sindaco di Viggiano Giuseppe Alberti e dall’ex senatore Romualdo Coviello, per conto anche dei comuni di Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsico Vetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso e Tramutola, nella sede romana dell’Eni c’è tutto quello che serve sapere sull’operazione “gas gratis”.
L’ok della giunta regionale capeggiata da Vito De Filippo è arrivato un mese dopo ma la relativa delibera è stata pubblicata solo il 22 ottobre, alla vigilia dell’apertura delle urne per l’elezione del suo successore.
Definendo le «Attività» (con la maiuscola) di Eni e Shell in Val d’Agri viene spiegato che le due compagnie «intendono perseguire programmi di investimento nel territorio lucano che prevedano la produzione di greggio e gas naturale con una possibile successiva fase di sviluppo sostenibile del giacimento da definire con la Regione Basilicata».
Non è un caso che la perifrasi riecheggi quella del Memorandum siglato nel 2011 da De Filippo e l’ex sottosegretario “azzurro” allo sviluppo economico Guido Viceconte, in cui si gettavano le basi di un tavolo col Governo, in particolare sui programmi industriali di Eni e Shell per la Basilicata, che puntano a portare i livelli di produzione dai 105mila barili al giorno autorizzati nel 1998 almeno fino a 130mila.
«Con riferimento alle Attività - proseguono infatti “le linee guida” - la Regione, Eni e Shell stanno verificando il percorso amministrativo per definire un accordo integrativo» che di seguito è indicato con la maiuscola («Accordo integrativo»). Accordo che «dovrà prevedere, tra l’altro, la messa a disposizione della Regione di un certo quantitativo di gas naturale proveniente dalla produzione addizionale del giacimento Val d’Agri derivante dalle Attività per consentire la riduzione del costo del gas per le utenze finali presenti sul territorio».
Sul tavolo - insomma - ci sono 45mila metri cubi di gas al giorno derivati dalla «produzione addizionale» autorizzata definiti “Contribuzione in natura”. Ma - a scanso di ogni equivoco - Regione, Eni e Shell «si danno reciprocamente atto che il quantitativo di gas naturale di cui alla Contribuzione in Natura è da considerarsi parte di quello oggetto dell’ipotesi di Accordo integrativo la cui definizione non sospenderà la fornitura».

l.amato@luedi.it

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