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Sblocca Italia, la Val d’Agri impugna
Viggiano annuncia un ricorso contro l'art. 38

Basilicata

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VIGGIANO - Un terza strada contro lo Sblocca Italia. L’ha illustrata il Sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala nel corso dell’incontro-confronto dal tema “Blocca lo sblocca Italia” organizzato dalle associazioni ambientaliste la Ola, Laboratorio per Viggiano, WWF Basilicata, Onda Rosa e Libera Basilicata.
In una sala gremita di cittadini e rappresentanti istituzionali, l’amministratore della capitale del petrolio ha prospettato la possibilità di un ricorso contro il comma 2 dell’articolo 38 che andrebbe a ledere i territori comunali con la variazione automatica degli assetti urbanistici in seguito alla concessione di nuove autorizzazioni per l’esplorazione e l’estrazione di petrolio e gas. Espropriando le competenze in materia finora riconosciute alle amministrazioni comunali.
Appoggiato da altri primi cittadini valligiani, Cicala ha dato mandato già a due legali per valutare la cosa. Durante l’intervento il sindaco ha spiegato che deliberare contro lo Sblocca Italia «è solo una sollecitazione ma non serve a niente ed è per questo che il Comune non lo ancora fatto».
Sullo decreto appena convertito in legge ha evidenziato che sono tante le perplessità ma la cosa peggiore è che è mancata la condivisione.
Per il primo cittadino «è grave che si vogliono prendere delle decisioni solo da Roma che vedono il territorio come un piccolo puntino geografico. E’ fondamentale sedersi attorno a un tavolo. Le perplessità ci sono. Da sindaco posso dire francamente che sono molto preoccupato. Il problema e’ anche della sicurezza Valle e di Viggiano».
L’incontro ha avuto come obiettivo principale proprio quello di far «dialogare e chiarire la posizione dei sindaci della Val d’Agri, punto nevralgico dell’attività estrattiva» alla presenza anche del presidente del consiglio regionale, Piero Lacorazza.
Ad introdurre i lavori è stato il responsabile di Laboratorio per Viggiano Giambattista Mele.
«E’ un momento delicato - ha commentato Mele- dove si discute per il futuro di questa regione e amministratori e cittadini devono andare insieme. Con lo Sblocca Italia i territori hanno sempre meno voce in capitolo».
Da parte del presidente del Wwf, Vito Mazzilli, è arrivato l’ennesimo appello al presidente Pittella «affinché si opponga in modo decisivo e invalidi l’articolo 38 che cozza palesemente con il titolo V della Costituzione che attualmente c’è e dobbiamo farlo valere».
Due le richieste della responsabile del movimento Onda rosa, Cammilla Nigro: che «le parole vengano trasformati in atti in atti concreti» e che non si vada «oltre i 104 barili al giorno». Quelli già autorizzati nel 1998.
Nel frattempo i comuni valligiani di Grumento Nova, Sarconi e Spinoso hanno già deliberato contro la legge.
In collegamento Skype era presente anche il professore Enzo Salvatore, costituzionalista che ha posto una serie di dubbi sull’articolo 38.

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