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«Il dissesto si evita se c’è volontà politica»
Cannizzaro sull’anticipazione retroattiva dei fondi

Basilicata

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POTENZA - Due consigli a distanza di pochi giorni, ed entrambi con un valore politico importante.
Il primo, già convocato, si svolgerà lunedì 17 novembre: sarà la seduta in cui il sindaco di Potenza Dario De Luca svolgerà la relazione programmatica di inizio mandato. Un appuntamento istituzionale previsto anche dallo statuto, ma che a Potenza è stato posticipato per un contesto politico e amministrativo particolare.
Dopo il ballottaggio di giugno, De Luca si è trovato alle prese con una situazione di grande disequilibrio. Maggioranza del centrosinistra in consiglio comunale, governo sostenuto dal segno opposto: anatra zoppa, in gergo. A questa dichiarata «ingovernabilità» si è aggiunta una situazione molto difficile rispetto ai conti dell’ente: il disavanzo di 23 milioni di euro, la mancata presentazione del bilancio di previsione, l’arrivo del commissario ad acta, l’interlocuzione con la Regione per evitare il dissesto. Sono i temi che hanno riempito i mesi più recenti dell’agenda potentina.
De Luca si troverà a relazionare sul tipo di città che ha immaginato e che dovrà traghettare quando sarà ormai chiaro se i tentativi di evitare il default economico saranno andati o meno a buon fine.
Il prefetto Rosaria Cicala, del resto, ha dato come termine ultimo per presentare il bilancio in pareggio il 25 novembre. Una settimana prima sarà chiaro quale sarà il destino del capoluogo, dissesto o meno.
Nel caso non ci fosse soluzione tecnica alla copertura del disavanzo (il tavolo Regione - Comune sta valutando l’esistenza di iter formali legittimi per il passaggio di contributi a copertura del disavanzo), la strada più o meno condivisa resta quella della dichiarazione del dissesto da parte del consiglio comunale.
Una scelta, quest’ultima, che apre un fronte di lacerazione nel centrosinistra, nel Pd in particolare. Come affrontare una votazione che molti interpreterebbero come una certificazione di errore verso la precedente legislatura del democratico Santarsiero? Come gestire il voto rispetto agli scenari futuri a Palazzo di Città?
Proprio la questione politica, facile immaginarlo, dovrebbe essere al centro del discorso che De Luca farà in aula.
Sono passati alcuni mesi dall’appello lanciato dal sindaco (l’occasione, la festa della Cgil).
Sancita «l’ingovernabilità», non avrebbe accettato una situazione di instabilità a tutti i costi. Da qui la richiesta di collaborazione a tutte le forze politiche per il bene della città.
Con il dissesto conclamato, con il bisogno di taglio ulteriore ai servizi e di grande lavoro sulla rimodulazione della spesa futura, si prospettano tempi duri per la cittadinanza e per l’amministrazione.
Anche i servizi rientreranno sicuramente nella relazione programmatica del primo cittadino. Da tempo, del resto, sta spiegando quanto sia urgente lo sforzo di revisione di alcuni contratti e strategie di gestione, come nel caso di rifiuti e trasporto. Tra i temi cari a De Luca, c’è anche quello della riorganizzazione della macchina amministrativa. In campagna elettorale il sindaco ha promesso una risposta veloce e più efficiente, chiedendo contemporaneamente ai cittadini un impegno nel rispetto delle regole.
Quello che le forze politiche si aspettano dal sindaco è il disegno della città che dovrà essere.
È nella relazione programmatica che vorranno incrociare una prospettiva di capoluogo. E magari partire da lì per decidere se aderire a una strada che va verso la grande coalizione.
L’urgenza dei conti resta sempre sullo sfondo. Il tema sarà al centro del secondo consiglio comunale che molto probabilmente sarà sempre convocato nella prossima settimana.
«Evitare o meno il dissesto è una scelta politica», tuonava ieri Michele Cannizzaro. L’ex candidato sindaco denunciava il clima di grande confusione presente a Palazzo di Città. Sul dissesto si rincorrono speranze, smentite, incontri, convocazioni, rinvii.
«La verità - ha detto - è che se ci fosse stata volontà politica, il governatore Pittella avrebbe trovato il modo di aiutare il capoluogo». La proposta che Cannizzaro avrebbe voluto avanzare nella riunione prevista per martedì e poi rinviata proponeva di coprire il disavanzo cittadino con una presa di posizione politica ed economica.
«Da anni la Regione assegna a Potenza alcuni fondi per tappare l’emergenza del buco di bilancio mai colmato. In una lettera recente, però, Pittella ha riconosciuto il ruolo di capoluogo come erogatore di servizi sovracomunali e quindi centro di spesa. Ecco, perché non concedere i 24 milioni di euro necessari anche a copertura retroattiva di quei servizi erogati e mai ripagati? Del resto non siamo capoluogo solo da questo anno».
Poi il percorso dovrebbe completarsi con una legge regionale adatta a certificare il sostegno anche ad altri centri lucani erogatori di servizi sovracomunali, come Melfi, Lagonegro o Matera. «Ma serve la volontà. Al momento, invece, la città di Potenza è come un malato di cancro, a cui si applica l’eutanasia».

s.lorusso@luedi.it

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