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Sì e no all’Adduce bis
E' una partita a scacchi

Basilicata

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IL fuoco cova sotto la cenere. Le prossime Comunali 2015 restano l’argomento preferito di cui parlare. La situazione non è ancora entrata nel vivo ma certo il punto di partenza rimane quello dell’Adduce bis e della possibile (al momento quantomeno difficile) convergenza unitaria delle diverse anime del Pd sulla ricandidatura dell’ex sindaco. Ma in realtà la situazione rimane ancora tutta in divenire e gli ultimi appuntamenti politici hanno messo le prime carte in tavola. Legando anche le questioni regionali, gli equilibri politici lucani a quelli della città di Matera. Se la questione giunta regionale diventerà oggetto della discussione non potrà essere scissa da quella di Matera città.
In questo senso il ruolo del presidente della Regione Marcello Pittella è quello di attore protagonista per la forza acquisita a livello politico sul territorio ma anche per la necessità di tenere legata la propria azione con quella del Pd e del territorio.
Ma fondamentale diventa anche il ruolo del segretario regionale Luongo che proverà ad arrivare ad una soluzione unitaria partendo certamente dall’ipotesi Adduce.
Ma sia nel primo sia nel secondo caso c’è da capire quando davvero l’importanza di una scelta strategica come il sindaco della città in una consiliatura che porterà oltre il 2019 viene percepita e quando gli attori principali del Pd regionale intendono spendersi per questa scelta ritenendola davvero essenziale per la crescita dell’intera regione. Il dato politico fondamentale è tutto racchiuso in questo elemento. L’equilibrio politico da trovare è un passaggio successivo, la prima ipotesi rimane Adduce e oggi si parte da lì.
E’ per questo che qualche preoccupazione, anche se non ai più stretti collaboratori, l’apertura di Pittella di due giorni fa nel corso di alcune dichiarazioni a margine del convegno di Iniziativa Popolare sull’Adduce bis ha creato. Soprattutto in coloro che immaginavano un presidente della Regione “tiepido” nei confronti di un Adduce bis e più propenso a voltar pagina al Comune di Matera. Un messaggio che qualcuno e più di qualcuno ha letto tra le righe sin dalla nomina della città a capitale della cultura. Ma ad oggi però la responsabilità di separare il campo, già di suo frastagliato, della politica materana è troppo gravosa da prendersi ed allora l’apertura di Pittella va ben interpretata.
Ed è in soldoni una fotografia esatta della difficoltà politica che Adduce ha e nulla di più. Non un veto a chi ha conquistato il risultato di Matera capitale della cultura ma la necessità di combinare con questo risultato una ricucitura politica nelle diverse anime del Pd e in parte anche con la città che non viene percepita all’interno di tutto quanto il Partito Democratico. La conferma che gli ostacoli alla ricandidatura sono lì tutti quanti intatti e che occorrerà rimuoverne qualcuno, trovare un equilibrio innanzitutto nel partito per provare ad arrivare ad una soluzione.
Ad oggi difficile ma non impossibile. Anche se c’è anche la tentazione, anche questa concreta, di andare ognuno per sè alla corsa per le Comunali 2015 con almeno tre candidati sindaci diversi, tre anime del partito e capire davvero quali sono le forze in campo. Un’idea politica che però non pare molto lungimirante anche se rimane di fatto la più concreta e realistica.
L’altro punto su cui la tattica delle diverse parti permane è quello di un’eventuale ricorso ad elezioni primarie che il Pd, visto anche quando già deciso a Potenza, proverà forse ad evitare ma anche qui le spinte appaiono diverse. Adduce sicuramente non le vuole anche perchè “è il sindaco in carica e non può essere messo in discussione con le primarie” dicono dall’interno del partito, da altre parti da Cotugno a Braia fino a Santochirico vengono probabilmente ben viste. Sono il vero nodo della vicenda anche se al momento nessuno le ha ancora chieste ufficialmente. La partita è già iniziata ma ha tutta l’aria di una partita a scacchi in cui nessuno vuole fare la prima mossa. La tattica abbonda e il punto di partenza potrebbe non essere anche quello di arrivo.
Il pericolo per Adduce è proprio questo che in una partita nella quale le carte non sono tutte quante visibili la ricandidatura è un’opzione che tutti maneggiano con cura. Nessuno la scarta ma chi davvero la vuole all’interno del Pd?. Il tempo risponderà a molti interrogativi ma la scelta appare ancora lontano tra equilibri regionali, comunali, tatticismi ed una distanza interna al Pd che è oramai una sorta di costante.

p.quarto@luedi.it

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