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Sblocca Italia, processo alla giornalista
Studenti, Libera, M5S, Sel e Corecom contro Grenci

Basilicata

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«A TERRA è a nostra e nun s'adda tuccà». Lo ribadiscono. E se a qualcuno non è chiaro il concetto sono pronti a ribadirlo. Magari di nuovo in piazza.
Il coordinamento studentesco a “freddo” e dopo il carico di polemiche che ha caratterizzato la giornata di mercoledì, interviene nel dibattito chiarendo alcune questioni, che forse non sono state “accolte” dall’opinione pubblica.
«La crisi che la politica nazionale sta attraversando - spiegano in una nota stampa - affianca politiche locali figlie di loschi individui, di sudditanza al potere e di spietate multinazionali. La mobilitazione generale di sabato 8 novembre 2014, dove corpo studentesco, associazioni e liberi cittadini hanno manifestato l’inequivocabile dissenso contro il decreto detto «sblocca Italia», ha rappresentato soltanto l’inizio».
Nella nota il coordinamento ricorda «l’assedio dei due dei palazzi più rappresentativi della Regione». A Pittella, come del resto a Lacorazza hanno chiesto una cosa e una soltanto: l’impugnazione dell’articolo 38 dello “Sblocca Italia”.
«Alla luce - riprende il comunicato - degli impegni che ognuno di noi ha, sebbene lo stato di allerta sia stato ufficialmente dichiarato, abbandoneremo momentaneamente le piazze, ma non ci fermeremo; il presidio sarà permanente».
I ragazzi, e lo si era già capito leggendo i post su facebook subito dopo la messa in onda del servizio del Tgr, hanno qualcosa da dire anche contro la giornalista accusata - secondo gli studenti - di aver manipolato la manifestazione «a vantaggio di un cortigiano servizio pseudo - giornalistico di propaganda del potere».
Conclude la nota: «Quando tutto il popolo sarà pienamente cosciente di ciò per cui protesta, sarà molto più difficile evitare scontri e violenze. Contro le macchinazioni delle efficienti trame bieche e criminali, contro coloro che vogliono privarci di salute e terra, con forza rispondiamo con l’inno dei briganti: «A terra è a nostra e nun s'adda tuccà».
A spezzare una lancia a favore degli studenti è il coordinamento “Libera” di Potenza. In una lettera aperta ai manifestanti ha espresso vivo ringraziamento «per la ventata di novità, di libertà, di coraggio che state portando in una terra nella quale in troppi hanno deciso di non lottare, di nascondere la testa sotto la sabbia, di non disturbare il manovratore, anzi di inchinarsi troppo spesso al suo volere».
«Forse - si legge nella nota dell’associazione - non conoscete il “numero dei pozzi di petrolio” che stanno riducendo il nostro territorio a un colabrodo» però «avete compreso che non si può più chinare la testa di fronte a un potere che vi sta privando del presente prima ancora che del futuro e che tende a spegnere ogni possibile tentativo di risveglio delle coscienze di questa nostra martoriata terra, da troppo tempo assopita e rassegnata».
L’invito di Libera è quello di trovare «il modo di mettere insieme la vostra freschezza e il vostro entusiasmo con la tenacia e la costanza di chi questa battaglia la combatte da anni».
«Continuate così, - riprende la lettera - facendo attenzione a chi cerca si strumentalizzare la vostra giovane età e a quelli che, in virtù di essa, non vi riconoscono pari diritto di cittadinanza. Restate liberi, non accontentatevi di quello che altri vi raccontano, approfondite, abbiate fame e sete di conoscenza, di verità, di libertà e di giustizia e chissà che le vostre gesta possano rappresentare un terremoto che smuove quella zavorra che da troppi anni appesantisce le nostre gambe e offusca le nostre menti».
«Alla politica, - conclude - a tutti noi, il compito di raccogliere quel grido che si alza dai nostri figli. Abbiamo il dovere di ascoltarvi, di confrontarci con voi e di costruire insieme un mondo migliore».

 

QUELLI CHE STANNO DALLA PARTE DELLA GRENCI

Aveva annunciato le sue “dimissioni” da facebook, stanca forse di sentirsi assediata. In alcuni casi è stata oggettivamente offesa. Poi per Cinzia Grenci, la giornalista Rai al centro delle contestazioni per un servizio sulla manifestazione degli studenti, è arrivata la solidarietà di amici, colleghi e qualche politico, che l’ha fatta desistere. Renato Cantore, ex caporedattore Rai, già mercoledì sera aveva creato l’hashtag #iostoconcinziagrenci. Un segno di vicinanza accolto dal parlamentare del Pd Salvatore Margiotta che non senza un pizzico di verve ha sostenuto su twitter che i ragazzi: «non sono stati offesi. Sono stati mostrati - beati loro - per quel che sono. Chi li utilizza è meschino. Non loro». Ovviamente non sono mancate nemmeno ieri alcune obiezioni come - per esempio - le 15 domande alla giornalista posta dall’esponente di Sel ed ex assessore provinciale Paolo Pesacane. E in questo clima di solidarietà è intervenuto anche lo scrittore Gaetano Cappelli con un post criptico, ma efficace: «Cinzia mai protestare il protestario. così va il mondo». Ma a prendere una posizione dura nei confronti della giornalista è nuovamente il Movimento 5 Stelle con i suoi due consiglieri regionali. In una nota Gianni Leggieri e Giovanni Perrino. «Alcuni ragazzi, emozionati dalla presenza delle telecamere, - spiegano - hanno fornito risposte sommarie e incerte, dando così l’impressione di essere in strada a protestare giusto per saltare qualche ora di lezione. Certo, Cinzia Grenci ha fatto solo il suo lavoro incalzando, con severo piglio professorale, studenti poco più che adolescenti. Ecco, le chiediamo cortesemente, Signora Grenci, di volere mantenere lo stesso atteggiamento con i nostri politici, a partire dal Presidente, ex Gladiatore, Marcello Pittella, il quale negli ultimi tempi sembra essere un pò confuso sugli sviluppi che, in sede di conversione in legge, ha avuto il Decreto legge 133». E concludono: «“Vogliamo un giornalismo non querula voce del padrone ma autentica voce del popolo sovrano». Per la cronaca, nonostante gli inviti a desistere, nella serata di ieri il profilo facebook di Cinzia Grenci è sparito dal social network. Un brutto segnale per tutti. Nessuno escluso.

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