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Il Consiglio rinvia al 4
Ed è polemica

Basilicata

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POTENZA - Non arriverà prima del 4 dicembre la discussione in aula sullo Sblocca Italia e quindi anche sull’eventualità di impugnare l’articolo 38. Ufficialmente sono gli impegni istituzionali dei presidenti di Giunta e Consiglio, Pittella e Lacorazza ad aver determinato il rinvio del confronto in aula. E così, ieri, la conferenza dei capigruppo all’unanimità (presenti Lacorazza, Bradascio, Mollica, Leggieri, Galante, Cifarelli, Polese, Romaniello) ha dato l’ok alla calendarizzazione della seduta. Ma non senza polemiche: Rosa e Napoli, infatti, hanno abbandonato i lavori prima del voto in segno di protesta. Fdi e Fi avrebbero voluto poter anticipare la seduta.
«Una data comunque utile – ha replicato Lacorazza – per discutere ed assumere eventuali decisioni, considerato che il termine massimo per proporre eventualmente l’impugnativa davanti alla Corte costituzionale scade il 10 gennaio prossimo».
E nel frattempo, proprio il presidente del Consiglio regionale, ieri, sulla base delel dichiarazioni del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino - che ha indicato al Governo un percorso da esplorare e da seguire per mantenere nel tempo, anche con la riforma del Titolo V, il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni - è tornato sulle questioni dell’articolo 38 e della riforma del Titolo V.
«La posizione assunta dal presidente, , ci invita a riflettere su quanto sia difficile evitare che vi sia una concorrenza di materia fra Stato e Regioni su varie tematiche e dimostra che il tema delle prerogative delle Regioni non è definitivamente risolto e si apre uno spazio di intervento che va pienamente utilizzato». Chiamparino ha proposto una legge bicamerale che regolamenti e definisca il campo di materie proprio delle Regioni e dello Stato per evitare accavallementi e confusioni. «Paesi federali hanno nella concorrenzialità delle materie il loro caposaldo». «La stessa Conferenza dei Consigli regionali, come ribadito più volte dal presidente Brega - ha ricordato Lacorazza - ha condiviso questo percorso lavorando insieme ai governi regionali sulle proposte di modifica costituzionale». Insomma, per il presidente del Consiglio, la questione del passaggio delle competenze su diverse materie (energia, urbanistica) dalle Regioni allo Stato, previsto dalla riforma del Titolo V ed anticipato (impropriamente) dal decreto sblocca Italia divenuto ormai legge, non è chiusa definitivamente. «Per questo - insiste - pur confermando l’apprezzamento sincero per il lavoro svolto dai parlamentari e dalla Regione, impugnare l’articolo 38 (dopo, peraltro, aver già impugnato l’articolo 36) rientrerebbe nella normale dialettica fra il Governo e le Regioni, in un momento di incertezza che richiede a mio parere il pronunciamento della Consulta. Si tratta inoltre di verificare se sia possibile intervenire anche con la legge di stabilità per correggere lo sblocca Italia».
A parere di Lacorazza «la Basilicata può ancora giocare un ruolo, facendo tesoro anche dei pronunciamenti che la Conferenza delle Assemblee legislative regionali ha assunto all’unanimità sul decreto sblocca Italia, per ripristinare con maggiore chiarezza e nettezza un giusto equilibrio tra interesse strategico nazionale e interesse del territorio.
Le stesse Assemblee dell’Abruzzo, della Puglia, della Campania hanno approvato ordini del giorno che richiamano le posizioni condivise in Conferenza sulla questione idrocarburi e partecipazione delle Regioni alle decisioni in materia. Con la consapevolezza che, in tema di estrazioni petrolifere, c’è un problema che riguarda anche noi, e sta nella capacità della politica e delle istituzioni di migliorare la rete dei controlli ambientali e di dotare la Regione di strumenti di pianificazione e programmazione adeguati e non più rinviabili».

m.labanca@luedi.it

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