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Il dissesto di Potenza appeso ad una data
L'appuntamento in aula è per giovedì

Basilicata

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POTENZA - Il clima è pesante, difficile. Gli schieramenti lacerati all’interno, gli amministratori preoccupati, una città sospesa e in attesa di ripartenza. Dell’appello a «collaborare» resta lo sforzo più o meno generale, in alcuni casi un impegno. Ma poi arrivano i fatti a creare confusione e nuovi scontri.
Ieri la conferenza dei capigruppo si è riunita per la prima volta dopo l’annullamento della riunione che martedì scorso era attesa a viale Verrastro: il sindaco Dario De Luca e il governatore Pittella, avrebbero dovuto incontrare i consiglieri regionali della città. Tutti si aspettavano che dall’incontro venisse fuori il responso: c’è la soluzione formale al trasferimento dei fondi per chiudere il bilancio di Potenza in pareggio? Si riuscirà a coprire, quindi, il disavanzo da 24 milioni?
Le speranze perchè venga chiuso il disavanzo individuato dalla task force comunale, dai revisori dei conti e dal commissario ad acta sono molto basse. Il prefetto Rosaria Cicala non ha concesso molto altro tempo: o il bilancio di previsione si chiude in pareggio entro il 25 novembre, o non resterà che dichiarare il dissesto. Per evitare che sia il Viminale a sancire il default (con conseguente scioglimento della legislatura), è stato già fissato per giovedì prossimo il consiglio comunale in cui si dovrebbe dichiarare il dissesto, a partire proprio dalle valutazioni dei revisori e del commissario (se è l’aula a sancire il dissesto, non si procede con lo scioglimento).
«Se Pittella avesse avuto davvero la volontà di aiutare la città capoluogo, avrebbe trovato il modo. Invece - dice il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandro Galella - scopriamo che per la città lo sforzo economico non può superare i 5 milioni di euro all’anno, ma per l’aeroporto di Pontecagnano se ne trovano subito nove». Per di più «annullando l’incontro istituzionale sul caso Potenza perchè il segretario regionale del Pd Luongo non ne era stato informato in tempo».
Sono giorni in cui il dibattito cittadino è tutto concentrato su conti, cifre, interventi e servizi. Come rispondere ai bisogni minimi della città? Che ricadute avrà sulla comunità un secondo dissesto in venti anni? Come affrontare al fase delicata del post voto?
Alcune indicazioni saranno date dal sindaco De Luca durante la relazione programmatica, prevista per il prossimo lunedì: rifiuti, trasporti, riorganizzazione della macchina amministrativa.
«C’è una premessa sul contesto in cui stiamo operando. - spiega Galella - Quello che stiamo affrontando è il risultato di un pessimo sistema di gestione della spesa pubblica». Non si tratta, dice, di un servizio, di una scelta, o di un investimento sbagliati. «È il risultato di un sistematico atteggiamento per cui il Comune spendeva più del concesso». Si arriva così, spiega Galella, al disavanzo di 24 milioni, che sarebbe stato persino maggiore senza l’intervento di salvataggio da 9 milioni di euro arrivato da via Verrastro alcuni mesi fa. «Bastano due conti: il 2013 si chiude con il disavanzo di 14 milioni solo grazie a quell’aiuto. Sono poi i revisori a certificare l’utilizzo illegittimo del patrimonio dell’ente (rendicontato ai tempi del precendente dissesto) tra le poste in entrata: il buco aumenta».
Anche questo punto è finito nel dibattito che ieri sera ha animato la riunione dei capigruppo. Come chiudere i conti? Che margini ci sono? In tanti, tra i consiglieri presenti, hanno convenuto sulla necessità di svolgere un definitivo confronto con la Regione. E rispetto allo scenario in cui il colloquio dovrebbe svolgersi, la puntualizzazione è partita dal capogruppo Pd, Giampiero Iudicello: «Credo che sia necessario riconvocare l’incontro annullato, è importante, da lì arriveranno risposte. Ma non si tratta di un appuntamento politico, teniamo fuori segretari o rappresentanze partitiche. È davvero un momento istituzionale necessario al consiglio e alla città».
L’idea è che la spinta politica serva, sì, ma per smuovere le cose, non per analizzare il dato formale. I margini tecnici per concedere il finanziamento utile a chiudere il disavanzo sono minimi. Almeno stando a norme e conti attuali di entrambi gli enti. «Ma la volontà politica è determinante».
È in quest’ottica che nasce un ultimo tentativo corale dei consiglieri potentini. Nelle prossime ore sono attese azioni collettive per chiedere un ultimo sforzo e portare a casa il risultato che quasi tutti vorrebbero: evitare il dissesto alla città di Potenza e alla sua comunità.

s.lorusso@luedi.it

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