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Petrolio e ambiente, i ragazzi non mollano
«Non vi libererete di noi»

Basilicata

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POTENZA - Un bambino prende i pennarelli. Pensa un po e poi disegna un pozzo di petrolio nero. «Una fabbrica di petrolio», per citare esattamente. E’ un gioco. In televisione ieri mattina a Rai Yoyo durante una trasmissione per bambini piccoli: “Le storie di Gipo”. E Gipo che sarebbe il giornalista dei folletti ha pensato di far fare ai suoi piccoli ospiti un gioco: disegnare una cosa bella e una brutta. E a fianco dei classici cuori o degli arcobaleni simbolo di pace e di cose belle, per le cose cattive, invece, sono apparsi i carrarmati per la guerra. Ma anche una “fabbrica” di petrolio. Imbarazzato Gipo ha chiesto il motivo. Immediata la risposta: «Il petrolio fa venire le malattie e inquina il mondo».
L’avesse detto un adulto sarebbe stato un conto. Ma l’ha detto un bambino: ci crede senza se e senza. Poco interessa se la questione sia incredibilmente più complessa. Certo qualcuno può opinare che sia stato influenzato magari dal contesto sociale in cui vive o dalle idee politiche dei genitori. Vero. Ma allo stesso tempo è indiscutibile che la percezione delle persone sia cambiata rispetto anche solo a 15 o 20 anni fa. Il messaggio che il petrolio è “male” è diventato un “totem”. Inutile girarci intorno.

(L'articolo completo sull'edizione cartacea in edicola)

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